Arrestati gestori di comunità per minori, per loro i migranti erano "zingari e porci"

Giovanni e Mario Pellizzeri sono stati arrestati stamane dai carabinieri con l'accusa di aver avuto affidati minori versando del denaro ad un dipendente, ora in pensione, del Comune di Catania

I gestori di alcune strutture del catanese per l'accoglienza di minori extracomunitari non accompagnati, Giovanni e Mario Pellizzeri,  padre e figlio, sono stati arrestati stamane dai carabinieri con l'accusa di aver avuto affidati minori versando denaro ad un dipendente del Comune di Catania, ora in pensione.

MIGRANTI CHIAMATI "ZINGARI E PORCI"

Chiamavano i migranti "zingari e porci", curandosi solo del loro tornaconto personale e facendo di tutto pur di risparmiare per intascarsi i 45 euro al giorno erogati dallo Stato per ogni persona ospitata nelle strutture d'accoglienza. I Pellizzeri si trovano ai domiciliari con l'accusa di corruzione, falso in atto pubblico e maltrattamenti. In totale sono 196 i migranti gestiti nelle loro strutture, per un giro d'affari di circa 2 milioni di euro.

VIDEO - LE DICHIARAZIONI DEL PROCURATORE

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"Dalle intercettazioni - commenta il procuratore Carmelo Zuccaro- è emerso chiaramente come questi soggetti si facessero ben pochi scrupoli nei confronti dei loro ospiti. I minori dovevano fare a piedi, ad esempio, la strada che separa Sant'Alfio da Giarre perchè non c'era un servizio di trasporto predisposto per loro ed erano di fatto impossibilitati a ricevere una istruzione adeguata, come previsto dalla legge".

LUCRAVANO SULLA PELLE DEI PIU' DEBOLI

Le sei comunità-alloggio gestite dagli indagati tra Mascali e Giarre, facenti parte delle cooperative "Esperanza" ed "Ambiente e Benessere", sarebbero state strutture fatiscenti e prive delle necessarie autorizzazioni. Nei confronti di una loro collaboratrice, Isabella Vitale, 48 anni, è stata applicata la misura cautelare del divieto di dimora nella provincia di Catania per il reato di maltrattamenti.

MINORI MALTRATTATI

Nell'ottobre del 2014 Mario Pellizzeri era già stato coinvolto in una indagine su un tentato omicidio ai danni di un ospite della comunità alloggio "Esperanza", poi derubricato come lesioni personali. Il giovane si era lamentato per i ritardi nella concessione del permesso di soggiorno. Ma erano tante le anomalie riscontrate nelle strutture, a partire dagli alimenti di scarsa qualità. Per colazione latte e qualche biscotto. Si cercava di risparmiare su tutto, spiegano gli inquirenti, ed anche le condizioni igieniche erano precarie.
   

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