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Con "la fuga nel sangue": evade ancora ma stavolta finisce in carcere

I militari avevano controllato l’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari, intorno alle ore 01.30 di ieri notte riscontrando la sua presenza all’interno dell’abitazione

I carabinieri della stazione di Militello in Val di Catania hanno arrestato, per evasione e resistenza a pubblico ufficiale, il 39enne Marcello Maggiore, del posto. I militari avevano controllato l’uomo, sottoposto agli arresti domiciliari, intorno alle ore 01.30 di ieri notte riscontrando la sua presenza all’interno dell’abitazione. Maggiore, soltanto lo scorso 25 gennaio, aveva pensato bene di violare ancora una volta gli arresti domiciliari per vivere una “vita senza restrizioni”, pur se ricercato dai militari che lo hanno localizzato e bloccato il successivo 31 gennaio dopo una rocambolesca fuga sui tetti delle case nei pressi della sua abitazione. Forse per un presentimento ma i militari hanno voluto verificare che l’uomo, sicuro del controllo già effettuato, si trovasse ancora a casa.

Effettivamente, soltanto alle ore 03.00 di lui non v’era più traccia ed anche i suoi parenti, che abitano nello stesso immobile, erano all’oscuro della sua ennesima fuga. Frattanto i militari, supportati dai rinforzi, si sono immediatamente attivati riuscendo a far ragionare telefonicamente l’evaso a far immediato rientro a casa dove, effettivamente, giungeva ubriaco e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. In breve tempo però Maggiore, complice anche la sua alterazione psicofisica, ha cominciato ad inveire contro i militari minacciandoli pesantemente e dimenandosi, obbligandoli quindi ad ammanettarlo per evitare guai peggiori, nonché, tra l’altro, a chiedere all’Autorità Giudiziaria un aggravamento della misura detentiva nei suoi confronti stante la riscontrata proclività all’evasione. Il giudice, quindi, ha convalidato l’arresto e convenuto sulla necessità di un aggravamento della modalità di detenzione, disponendo così che fosse associato al carcere di Caltagirone.

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