Concorso per docenti: secondo la Rete dei Precari della Scuola è una beffa

Rete Precari Scuola si pronuncia sul concorso per docenti indetto dal Ministro Profumo. In una nota, commenta le parole del Ministro e invita tutti i lavoratori, precari e non, a partecipare a tutte le mobilitazioni

Rete Precari Scuola Sicilia si pronuncia sul concorso per docenti indetto dal Ministro Profumo. In una nota, commenta le parole del Ministro e invita tutti i lavoratori, precari e non, della scuola, e tutta la cittadinanza a prendere coscienza e partecipare a tutte le mobilitazioni che saranno avviate nelle più grandi città d'Italia, e che culmineranno con una manifestazione a Roma entro la prima metà del mese di settembre.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"Che atto temerario - si legge nella nota- Nelle sue parole, Profumo fa intendere al pubblico che ascolta, che dal ‘99 in poi neppure un docente abbia "nobilitato" le istituzioni scolastiche con merito, ma solo per "anzianità" e consuetudine. Dalle sue parole trapela l'idea fuorviante che i precari della scuola, che da anni protestano contro i tagli e per il loro diritto al ruolo, sono dei parassiti privi di ogni professionalità che pretendono il posto senza alcun diritto. È bene che tutti sappiano che i precari inseriti nelle cosiddette "graduatorie a esaurimento" hanno vinto più di un concorso, si sono abilitati nelle Siss, e da allora hanno sempre insegnato. I precari, dapprima giovani, sono invecchiati dentro le graduatorie, inseguendo i capricci di una classe politica che cambiava le regole del reclutamento dei docenti ogni anno. Questi docenti hanno acquisito, in decenni, tutte le competenze professionali e tecniche per formare le nuove generazioni e possono essere assunti a costo zero per la collettività e senza spendere 120 milioni di euro per un concorso. Ma il governo dei tecnici, che doveva porre fine ad anni di sperpero nella pubblica amministrazione - dopo i quiz mnemonici ed errati della selezione ai Tfa -, decide di spendere questi 120 milioni di euro per avviare l'ennesima macchina clientelare, priva di senso e frutto di chissà quali pressioni.
Per questi motivi i lavoratori precari della scuola denunciano questa assurda campagna di disinformazione, denunciano l'assenza dei loro rappresentanti ed invitano tutti i cittadini italiani a reagire con sdegno. Invitano i giovani a non cadere nella trappola delle promesse, invitano a non proseguire con l'ennesimo sperpero di denaro pubblico. Questo governo abbia la creanza di non illudere le nuove generazioni con la bugia del merito.
Gli attuali docenti precari non chiudono le porte all'innovazione, al merito e alla professionalità. Ma il concorso nella scuola, così come concepito, rappresenta un ritorno al passato e non un passo verso il futuro".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, Musumeci: "In Sicilia 4 zone rosse, dobbiamo evitarne altre"

  • Lungomare, uomo colto da infarto si accascia e muore

  • Coronavirus, impennata dei contagi in Sicilia (+578) e 10 morti: a Catania 154 nuovi casi

  • Gestivano piazze di spaccio e furti di carburante nel Catanese, 11 arresti

  • Voleva dimagrire, muore dopo una settimana di prodotti sostitutivi: indagati due medici

  • Arrestato anche il secondo rapinatore della gioielleria di via Umberto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CataniaToday è in caricamento