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Lunedì, 26 Settembre 2022
Cronaca

Concussione e falso in atto pubblico, le cartelle cliniche alterate e il profilo dell'ex rettore Basile

Il direttore dell'Uoc di clinica chirurgica del Policlinico, adesso sospeso dal servizio per effetto della misura interdittiva disposta dal gip, è già imputato nel procedimento 'Università Bandita'. "Un uso abusivo e prevaricatore delle pubbliche funzioni", è il quadro delineato dalla Procura in relazione al professore

Politica, sanità, salute e l'organizzazione di eventi. Si parla di questo e molto altro nelle 65 pagine dell'ordinanza a firma del Gip Sebastiano Fabio Di Giacomo Barbagallo che vedono indagati, tra gli altri (in totale dieci) l'ex assessore alla Cultura Barbara Mirabella e l'ex rettore dell'Università di Catania Francesco Basile. Quest'ultimo indagato per concussione, in relazione alla vicenda che vede coinvolta anche Mirabella - per l'organizzazione di un evento quando ricopriva la carica di assessore -, e concorso in falsità materiale in atti pubblici per avere attestato il falso in quattordici interventi chirurgici nella qualità di direttore dell'Unità operativa complessa (Uoc) di Clinica chirurgica del Policlinico. "Un uso abusivo e prevaricatore delle pubbliche funzioni che denota, al contempo, il concreto e attuale pericolo che commetta ancora ulteriori delitti", è il profilo che delinea la Procura in relazione al professore.

Con lui a essere nel mirino degli inquirenti ci sono altri quattro medici indagati per lo stesso reato. Alcuni in servizio al Policlinico e altri in quiescenza. E starebbe proprio qui l'inghippo: nella documentazione clinica degli interventi su diversi pazienti, Basile avrebbe attestato che a eseguirli siano stati specialisti in servizio, in luogo di chi avrebbe, per amicizia o per favori, eseguito realmente le operazioni. Si tratta dei casi di Giuseppe Pecorella, chirurgo in quiescenza, e Giuseppe Giulla, e di quelli di Salvatore e Roberto Ciuni. Nelle cartelle cliniche risulterebbe il falso con riferimento a chi ha eseguito l'operazione. Stando alla ricostruzione degli inquirenti in alcuni interventi Giulla avrebbe fatto da prestanome a Pecorella che, in quanto pensionato, non poteva eseguire le operazioni. E in altri Roberto Ciuni, chirurgo in servizio all'epoca dei fatti, sarebbe comparso come unico esecutore quando in realtà sarebbe stato coadiuvato, se non diretto, dal padre in pensione. A dimostrarlo sarebbe l'intercettazione avvenuta il 19 marzo 2021. "Sì, sì, ci siamo trovate bene sì. Sia io che la ragazza che è uscita eravamo insieme lo stesso giorno (il ricovero di entrambe risulta avvenuto il 29 gennaio 2021) nella stessa stanza...e ci ha operate tutte e due lui". Per poi aggiungere: "Anche il papà pure (riferendosi a Salvatore Ciuni, ndr) passava la mattina pure il papà...non posso dimenticarmi, proprio mi ha accarezzata il papà (...)".

In questo quadro Basile, consapevole delle modalità e del personale impiegato nelle operazioni, avrebbe autorizzato gli interventi e in alcuni casi, come in quello di Pecorella, "acconsentito al ripetuto utilizzo delle sale operatorie e, più in generale, delle dotazioni strutturali del reparto". Autorizzazioni, queste, che secondo gli inquirenti, erano dirette alla necessità di consentire loro, nonostante il pensionamento, la prosecuzione delle loro attività professionali per garantire il trattamento chirurgico a quanti 'privatamente' gli si rivolgevano per chiedere le proprie "indubbie prestazioni d'eccellenza". Un modus operandi che Basile sarebbe stato solito utiizzare anche per i suoi pazienti. Così come quando avrebbe avuto necessità di ricorrere alle competenze del collega in pensione in occasione dell’intervento chirurgico per 'emorroidi interne trombotizzate' effettuato a novembre 2020 su una paziente a quanto pare - secondo quanto scrive la Procura che ha rinvenuto il numero di telefono sulla rubrica del professore - personalmente conosciuta.

Il suo nome, quello di Basile, compare ben 231 volte nell'ordinanza che dispone la misura interdittiva consistente nella sospensione di 12 mesi dalla direzione dell'Uoc. Per lui si tratta di un altro coinvolgimento in una grossa inchiesta. Il precedente è quello di 'Università bandita', l'operazione che ha svelato il sistema di concorsi truccati e cuciti su misura all'Università di Catania, dove è imputato per corruzione, abuso d'ufficio e falso. 

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