Confcommercio: proposta in merito alla questione del raddoppio del binario ferroviario

Confcommercio Città di Catania interviene nel dibattito sviluppatosi intorno ai progetti di raddoppio del binario ferroviario che ha visto contrapporre al progetto delle ferrovie la stessa Amministrazione Comunale

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Lo sviluppo del territorio, la modernizzazione del sistema dei collegamenti e la mobilità in senso lato non devono contrastare con il patrimonio paesaggistico e culturale, formato anche da un tessuto urbano che contempla antichi e pregevoli edifici. Lo sostiene Confcommercio Città di Catania che interviene nel dibattito sviluppatosi intorno ai progetti di raddoppio del binario ferroviario e che ha visto contrapporre al progetto delle ferrovie la stessa Amministrazione Comunale.

“ Sembra evidenteafferma Francesco Sorbello di Confcommercio che il progetto della ferrovia sia troppo invasivo per il tessuto urbano, in termini di impatto sul patrimonio edilizio e storico, sotto il profilo paesaggistico ed ambientale, oltre che per le problematiche connesse in fase di eventuale realizzazione. Bisogna evitare a tutti i costi di mortificare siti storici come quello di piazza Currò o di produrre un impatto ambientale devastante, derivante dall’alta frequenza di convogli che passerebbero su un tragitto a cielo aperto in un’area ad alta densità residenziale e  commerciale. Anzi, il sistema dei trasporti, non solo deve migliorare l’accesso ai siti storici  ma deve anche ottimizzare l’impatto ambientale diretto e derivante. Nella città del futuro vi sarà uno sviluppo socio economico e si potrà combattere il degrado urbano solo se si punta su progetti di qualità e di rispetto dell’ambiente, pur garantendo servizi e varietà nelle condizioni di accesso alla città. Bisogna avere il coraggio di rimettere in discussione progetti che, forse, andavano bene un tempo e che oggi risultano incompatibili con le questioni ambientali”.

Il nocciolo della questione è proprio quello di coniugare sviluppo, organizzazione dei trasporti ed impatto ambientale sostenibile. In questo senso si scontrano  essenzialmente due correnti di pensiero, due prospettive progettuali diverse: quella delle ferrovie e quella proposta dal Comune di  Catania, stante la necessità di provvedere al raddoppio dei binari. Soluzioni progettuali collocate, entrambi, ad est della città. La Confcommercio Catania, per bocca del Presidente cittadino, cerca di allargare l’orizzonte prospettando un'altra soluzione, una terza via, è proprio il caso di dire.

“Abbiamo un lungomare bellissimoafferma  Giovanni Saguto ma anche un circuito ferrato che separa la città dal mare e che nel futuro sarebbe aggravato da un traffico ferroviario molto più intenso proprio grazie al raddoppio dei binari, con le problematiche che ciò comporta anche sotto il  profilo della realizzazione. Allora perché non pensare ad un altro percorso? Ad una linea ferrata che passa più a monte, diciamo sotto la circonvallazione, fino a Nesima, per poi scendere fino alla stazione di Acquicella Porto, che diverrebbe la nuova stazione centrale. Il percorso alternativo non contrasterebbe con questioni ambientali e di salvaguardia del patrimonio edilizio e storico. La nuova stazione sarebbe collegata con i bus al centro storico mentre piazza Giovanni XXIII resterebbe alleggerita dagli attuali carichi veicolari e specie dai bus che stazionano perennemente nel sito. La linea ferrata esistente ad est della città, così, potrebbe servire per  rafforzare ulteriormente i percorsi della metropolitana. E’ un’idea di massima, un’idea che vuole solo stimolare il dibattito sulla possibilità di trovare alternative nuove, totalmente diverse.”

In buona sostanza la questione interessa tutta la Città, compresi i commercianti di Confcommercio che da anni si battono sulle questioni della intermodalità e dei parcheggi nell’area direzionale, oltre che per politiche di riqualificazione urbana.

 

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