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Catania come "Gomorra" tra sfarzo e criminalità: sequestro di beni per oltre un milione di euro

Mario Strano è stato arrestato lo scorso ferragosto in un villaggio in provincia di Palermo. Tra i beni confiscati anche una società di trasporti e tre appartamenti arredati con pareti a foglie dorate ed elementi di elevato pregio

La questura etnea su disposizione del tribunale di Catania ha sequestrato un milione e mezzo di beni a Mario Strano, 52enne pluripregiudicato, già in carcere, più volte sottoposto a misure di prevenzione personali e patrimoniali, appartenente alla cosca mafiosa “Cappello- Carateddi”.

I beni e le abitazioni di lusso

Il tribunale ha accolto la richiesta del questore e sequestrato tre appartamenti, 18 veicoli, una società a responsabilità limitata semplificata a socio unico nel settore dei trasporti per conto terzi, intestata alla figlia e numerosi rapporti finanziari, tutti riconducibili proprio a Mario Strano. Gli appartamenti, in particolare, sono stati trovati con arredi molto ricchi e sfarzosi, con pareti a foglie dorate ed elementi di grande pregio.

L’indagine patrimoniale ha inoltre evidenziato la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati da Mario Strano e dal suo nucleo familiare nell’ultimo decennio e i beni acquisiti, ed è stata accertata la disponibilità diretta e indiretta di beni immobili, mobili registrati e di una società, frutto di guadagni illeciti.

Dal clan Santapaola ai Cappello-Carateddi

Dall’analisi del profilo criminale del pluripregiudicato, emerge la figura di un soggetto socialmente pericoloso, più volte sottoposto a misure di prevenzione, con una spiccata capacità a delinquere, come dimostrano i numerosissimi episodi delittuosi, e le relative condanne definitive, di cui si è reso responsabile sin dalla minore età, molti dei quali di rilevante allarme sociale, quali omicidio, ricettazione, sequestro di persona, rapine, armi e l’appartenenza alle organizzazioni mafiose “Santapaola” prima, e “Cappello” per ultimo, come dimostrato dalle numerose operazioni in cui lo stesso è stato coinvolto, tra cui“Orsa Maggiore”, “Fiducia 2” e “Revenge”.

Mario Strano fratello dei pregiudicati Marco, Claudio e Alessandro Strano già organizzatore e promotore
del sodalizio criminale “Santapaola”, con a carico condanne definitive per associazione mafiosa.

Le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia

Tra i numerosi collaboratori di giustizia che hanno reso dichiarazioni nei confronti di Mario Strano, risultano significative quelle fornite da Gaetano D'Aquino il quale, oltre a rappresentarlo come personaggio di spicco legato alle attività delle estorsioni e degli stupefacenti nel quartiere “Monte Po”, lo definiva “uomo d’onore” per volere di  Sebastiano Lo Giudice, u Carateddu. I collaboratori di giustizia raccontano del passaggio di Mario Strano dal clan Santapaola al clan Cappello-Carateddi a partire dal 2009, quando avrebbe addirittura suggerito al boss Lo Giudice le vittime santapaoliane da uccidere.

Mario Strano è stato tratto in arresto lo scorso 14 agosto dalla polizia di Palermo, per la violazione delle prescrizioni connesse alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, rintracciato presso l’hotel-Villaggio “Torre Normanna” di Altavilla Milicia dove stava trascorrendo un periodo di vacanze con i familiari a ferragosto.

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