Mafia, confisca di beni per circa 15 milioni di euro a Roberto Vacante

Il decreto, emesso nei primi giorni di febbraio, ha disposto la confisca di  diverse imprese e società con relativi compendi aziendali e contestualmente ha rigettato la confisca di alcuni beni (società ed immobili) - già oggetto sia di sequestro penale che di prevenzione

Nei giorni scorsi, personale della Questura di Catania ha dato esecuzione ad un decreto di confisca nei confronti di Roberto Vacante, esponente di “Cosa nostra catanese”, nipote del noto boss Benedetto Santapaola, “mente imprenditoriale” della famiglia e riciclatore del danaro illecitamente acquisito dall’organizzazione mafiosa.

Il decreto, emesso nei primi giorni di febbraio, ha disposto la confisca di  diverse imprese e società con relativi compendi aziendali e contestualmente ha rigettato la confisca di alcuni beni (società ed immobili) - già oggetto sia di sequestro penale che di prevenzione - tra cui la società “La Rena Rent Car S.r.l.” con annessa unità locale denominata l’”Oste di Tremestieri” e del relativo patrimonio aziendale. 

Gli accertamenti e le indagini hanno permesso di individuare, in seno a numerosi soggetti, tutti riconducibili alla famiglia “Santapaola” e nello specifico nella persona di Roberto Vacante, numerosi beni immobili e mobili registrati, società ed aziende, frutto di investimenti e complesse operazioni finanziarie di dubbia liceità. Invero, è stato accertato non solo una evidente sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati ed i beni acquisiti nel tempo ma anche la loro riconducibilità al Vacante che risulta essere il riferimento della famiglia “Santapaola”, sia sotto il profilo affettivo-parentale sia per il ruolo di primazia acquisito nel tempo all’interno della “famiglia” intesa in senso mafioso.

Dalle attività di indagini di carattere tecnico è emerso, in maniera chiara ed incontrovertibile, che i beni sottoposti a sequestro fossero di fatto nella piena disponibilità di Vacante. Egli è nipote del boss Benedetto Santapaola avendo sposato Irene Grazia Santapaola, figlia di Salvatore, quest’ultimo fratello di Benedetto, che nel tempo ha assunto un ruolo verticistico nel panorama della criminalità organizzata catanese.

Dall’attività investigativa svolta dalla squadra mobile a partire dal 2012 sono emerse conferme riguarda alle attitudini del Roberto Vacante nel saper predisporre lucrose opportunità di investimento attraverso l’utilizzo di proventi illeciti, intestando fittiziamente aziende, beni mobili ed immobili, riconducibili alla famiglia Santapaola, come prestanome.  

Il 21 gennaio 2016, Vacante è stato tratto in arresto dalla squadra mobile di Catania, insieme ad altri 15 soggetti, in esecuzione di un' ordinanza di applicazione di misure personali dal Gip presso il Tribunale di Catania, per associazione a delinquere di stampo mafioso, intestazione fittizia di beni ed altro.  Per tale procedimento penale risulta emessa in data 28 marzo 2017 una sentenza del Gup del locale Tribunale che ha condannato Vacante alla pena di anni undici e mesi sei di reclusione, in quanto riconosciuto colpevole dei reati di cui sopra, unificati sotto il vincolo della continuazione. Vacante è attualmente in arresto e nei suoi confronti è in corso di valutazione la richiesta di rinnovo del  “decreto ministeriale di sottoposizione”  al regime penitenziario previsto dall’art. 41 bis ordinamento penitenziario.

Nel decreto di confisca, viene così delineata la figura e la caratura criminale di Roberto Vacante: “Il materiale probatorio sottoposto al vaglio del Tribunale, già in precedenza prospettato al Gip  in sede di richiesta cautelare che non aveva però trovato accoglimento, era essenzialmente costituito da una serie di intercettazioni di colloqui in carcere intrattenuti da (omiss..) con il padre (omiss..)...colloqui dal cui contenuto il Tribunale desumeva “che il proposto (Vacante Roberto) è persona appartenente all’associazione facente capo alla famiglia Santapaola e che proprio in virtù di tale presupposto i (omiss..) si rivolsero a lui perché soggetto influente nelle decisioni dell’organizzazione”.    

"In merito alla richiesta avanzata da quest’Ufficio mirata all’aggravamento della misura di prevenzione personale della Sorveglianza Speciale di P.S.  di anni due e mesi sei con obbligo di soggiorno nel Comune di Residenza  -  misura disposta con decreto emesso nel giugno del 2015 -,  il Tribunale - sezione Misure di Prevenzione - di Catania,  con il suddetto decreto di confisca,   afferma che non è possibile, attualmente, procedere alla valutazione in quanto il decreto di applicazione della predetta misura non è ancora divenuto definitivo, in quanto pendente innanzi alla Corte di Cassazione", si legge nella nota della Questura.  

Società e imprese oggetto della confisca

- Del 100% delle quote sociali della società “Parking car srl”, attività di gestione di parcheggi pubblici e privati; 
- Impresa individuale “Giarrusso catering di Giarrusso Nunzio”, attività esercitata gastronomia e tavola calda con relativo patrimonio aziendale;
- Del 100% delle quote sociali della società “Satin Bblu srl.”, attività esercitata gestione lidi balneari con relativo patrimonio aziendale; 
- Delle quote della società “The bulldog camp società cooperatiba”, attività turistico alberghiera di impianti sportivi ed altro, del valore di euro 6.667,00 (pari al 67 % del capitale sociale), con relativo patrimonio aziendale ed immobiliare, ivi compreso il terreno sito in Catania contrada Pulcheria sn, ed intestato predetta società; 
- Impresa individuale “Santonocito Maria”, attività di gestione parcheggi, autorimessa e lavaggio auto con relativo patrimonio aziendale;
- Impresa individuale “Car service di Di Bella Maria Graziella”, attività di gestione di parcheggi e autorimesse, con relativo patrimonio aziendale;
 - Società “Torrisi costruzioni srl”, attività di industria delle costruzioni edilizie, residenziali, non residenziali e di opere pubbliche, con relativo patrimonio aziendale;

Beni immobili confiscati

- Immobile, in via P. Mascagni nr.83/87/89, piano terra, di proprietà della società  “Torrisi Costruzioni”.
- Immobile in via P. Mascagni nr.91, piano primo cantinato, sede dell’impresa individuale “Car Service”, di proprietà della società “Torrisi costruzioni srl”. 

Beni strumentali confiscati

Beni strumentali all’esercizio di attività del centro benessere ubicato in Via P. Mascagni n. 83/87/89.

Il valore presunto complessivo dei beni mobili, immobili e delle aziende oggetto raggiunti dell’odierno decreto di confisca ammonta a circa 15 milioni di euro.

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