Confisca di beni per 500 mila euro ad affiliato al clan Cappello

Confisca di beni nei confronti del pregiudicato catanese Cosimo Tudisco, 45 anni, affiliato al clan mafioso Cappello e "gestore" indirettamente dello storico esercizio pubblico catanese “Etna Bar”

Nei giorni scorsi, il Tribunale di Catania – sezione misure di prevenzione - accogliendo la proposta avanzata dal Questore di Catania dello scorso 19 ottobre.2016, in accordo con la Procura della Repubblica, ha emesso un decreto di confisca di primo grado di beni nei confronti del pregiudicato catanese Cosimo Tudisco, 45 anni, affiliato al clan mafioso Cappello, attualmente detenuto in carcere.

Il provvedimento disposto dal Tribunale di Prevenzione rappresenta il frutto di un’indagine investigativa e patrimoniale condotta nel 2016 da un gruppo di lavoro integrato tra il personale della divisione polizia Anticrimine e quello della squadra mobile, che evidenziava la sproporzione tra i redditi formalmente dichiarati da Tudisco Cosimo e il suo nucleo familiare ed i beni acquisiti nel tempo, frutto di investimenti ed articolate operazioni finanziarie di dubbia liceità.

In particolare, con tale provvedimento, il Tribunale ha disposto la confisca di primo grado delle somme ricavate dalla liquidazione dei beni aziendali dell’impresa individuale intestata alla convivente di Cosimo Tudisco, e le somme ricavate dalla liquidazione dei beni aziendali della società “World Games Srl”, oltre ai beni aziendali ancora non liquidati, nonché la confisca di conti e depositi bancari e postali intestati e/o riconducibili a Tudisco Cosimo. Inoltre, è stata disposta la confisca di primo grado di due fabbricati a Catania e intestati a terzi, ma sempre riconducibili a Tudisco.

Nello specifico, è stato accertato che attraverso le aziende intestate a terzi, Tudisco gestiva indirettamente lo storico esercizio pubblico catanese “Etna Bar”, con sede in via Galermo 338. Tudisco, sin dalla minore età, è stato coinvolto in numerosi e gravi episodi delittuosi, per i quali ha subìto ben nove condanne definitive, in particolare per furto aggravato, falso materiale, ricettazione, oltraggio a Pubblico ufficiale, due rapine pluriaggravate, inosservanza di obblighi inerenti la sorveglianza speciale e stupefacenti.

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La sua escalation criminale ha raggiunto un elevato livello qualitativo nell’ultimo decennio quando, peraltro, è stata giudizialmente accertata la sua partecipazione esterna all’associazione mafiosa “Cappello”, sodalizio criminale di questo territorio tra i più organizzati militarmente. I numerosi elementi raccolti nei confronti di Tudisco hanno ampiamente delineato la figura di un soggetto socialmente pericoloso, dedito a traffici illeciti il quale, operando all’ombra dell’associazione mafiosa ha consapevolmente agito in favore della stessa, con ciò procurando illeciti arricchimenti per quest’ultima e per sé stesso. Il valore dei beni confiscati è stimato in circa 500 mila euro.

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