Niente benzina, ecco le conseguenze: città in ginocchio

Dagli appelli su facebook di un disabile per la ricerca di benzina necessaria alla sua autoambulanza, ai camion carichi di frutta e verdura che stanno andando a male ecco, le conseguenze della protesta del movimento Forza D'Urto

Sono passati solo quattro giorni dal blocco dei trasporti messo in atto dal movimento Forza D’Urto ma, la città di Catania sembra reduce da una guerra apocalittica. Da martedì è iniziata, infatti, la corsa frenetica alle pompe di benzina e ai beni alimentari di largo consumo e di lunga durata.

Ma, al momento, quali sono le reali conseguenze di questa protesta?  Ecco alcuni esempi.

Su facebook e twitter rimbalza l’appello di Salvatore Crisafulli, 46 anni:  "Causa protesta, cercasi disperatamente carburante per ambulanza. Preciso che non si tratta di nessuna urgenza sanitaria”.
Salvatore è padre di 4 figli e comunica grazie ad un computer a causa di un grave incidente stradale avvenuto nel 2003 mentre si recava a lavoro. Per non saltare l'appuntamento con la sua terapia psicomotoria in acqua, Salvatore ha deciso di farsi sentire chiedendo aiuto al popolo dei social network per reperire gasolio utile a far camminare l'ambulanza della "Sicilia Risvegli Onlus" che lo accompagna al centro di cura tre volte a settimana. Una richiesta di aiuto trasparente tanto che Salvatore non ha esitato a pubblicare il numero di cellulare del fratello Pietro per facilitare i contatti con chi voglia fornire qualche litro di carburante.

Altro effetto della protesta sono le decine di tonnellate di alimenti che stanno marcendo nei tir: "Non è possibile lavorare e fare le consegne. Non si può fare nulla – a parlare è un produttore agricolo della zona sud di Catania - Le strade sono bloccate, qualunque mezzo viene fatto fermare e il conducente è obbligato ad abbandonare il mezzo, anche se fa solo trasferimento di merci locali. A eseguire i fermi sono poche persone che minacciano di distruggere i locali che non chiudono. Ho assistito a episodi di minacce violente, sembra di essere tornati a sessant'anni fa"

Nel frattempo il Codacons annuncia esposti e ha istituito un "Comitato vittime dello sciopero di Forza d'urto", presieduto dal segretario nazionale Francesco Tanasi, che ha reso noto che al termine del blocco l'associazione "avvierà azioni legali in favore di tutte le vittime dello sciopero che abbiano, a vario titolo, subito dei danni in questi giorni e che decideranno di aderire al comitato".

"Il blocco totale della Sicilia e delle attività commerciali isolane continua - afferma Tanasi - e al quarto giorno non c'è più benzina e anche i beni di prima necessità non sono più facilmente disponibili o sono aumentati molto di prezzo. I danni all'economia dell'Isola - aggiunge - sono davvero incalcolabili: interi camion di derrate alimentari andate a male, frutta e verdura inservibili, negozi chiusi perchè i gestori hanno i serbatoi delle auto vuoti, uffici deserti perché gli impiegati sono stati bloccati nei punti chiave del traffico. Lungi dall'aver procurato benefici di qualunque genere alla Sicilia e ai siciliani - conclude Tanasi - questo blocco causa invece danni enormi a tutti".
 

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