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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca Civita / Piazza del Duomo

Consiglio, l'approvazione dell'aumento della Tari rinviata di un mese: le ipotesi riduzione e la protesta dei cittadini

Scongiurata almeno per il momento l'approvazione dell'aumento della tassa sui rifiuti, ma la patata bollente tornerà tra i banchi del senato cittadino il prossimo mese. L'incremento sembra inevitabile, anche se in ballo ci sarebbero 45 milioni di fondi regionali

A varcare le porte di Palazzo degli elefanti si nota più confusione del solito. Davanti la guardiania c'è una lunga coda di persone che attendono in fila per ottenere il proprio lasciapassare. "Non mi hanno fatto entrare perché non sono ammessi i pantaloncini nei palazzi istituzionali", lamenta una cittadina in protesta coperta quasi fino alle caviglie. Intorno, una cinquantina di partecipanti. C'è anche qualche volto noto della sinistra: da Matteo Iannitti de I Siciliani Giovani a Dario Gulisano di Cgil, Giorgia Italia del movimento No Muos e Potere al popolo e il segretario provinciale del Partito democratico Angelo Villari. Per lui, però, si è trattato solo di una toccata e fuga. Che il Consiglio comunale, tra le elezioni amministrative appena passate e le prossime regionali, sia diventato terreno di scontro politico è un dato. E la seduta di ieri, tra tentativi mal riusciti di "mantenere un basso profilo" - promesse non mantenute tra consiglieri comunali - e sospensioni con continui viavai in un'aula gremita di cittadini in protesta, ne è stata la dimostrazione. In mezzo, però, ci sarebbero le cause dell'emergenza rifiuti: la limitata capacità di conferimento delle discariche e un servizio di raccolta porta a porta che, almeno nel lotto Centro, stenta a decollare.

Sono le principali cause di quella a cui sempre più spesso ci si riferisce con il termine "crisi". In questo clima il Consiglio comunale di ieri avrebbe dovuto votare un aumento della Tari al 18 per cento. Ipotesi, quest'ultima, scongiurata già ieri mattina in Commissione Bilancio dove è stato annunciato il rinvio della votazione dal 30 giugno al 31 luglio. Merito della decisione a livello nazionale di posticipare l'approvazione del bilancio dei Comuni alla fine del prossimo mese. La proposta di aumento, dunque, non viene messa in discussione ma ne viene solo posticipata l'approvazione. Tra i costi esorbitanti del carburante e il caro bollette, che influiscono anche sui costi del conferimento in discarica, l'aumento sarebbe inevitabile. E le soluzioni per tentare di ridurlo passerebbero dai fondi regionali destinati ai comuni: circa 45 milioni di euro. Che potrebbe portare a una riduzione dell'aumento. Per questo il rinvio, per voce del sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi, "darà maggior tempo per fronteggiare l’aumento dei costi di discarica e sfruttare il mese in più per approfondire le questioni e individuare soluzioni, insieme agli organi nazionali e regionali, per temperare o annullare gli incrementi imposti dai gestori degli impianti - L'aumento al 18 per cento non sarà effettivo - spiega il sindaco facente funzioni -, ma grazie ad alcuni strumenti riusciremo a recuperare qualche punto percentuale". Ma per l'opposizione la questione è trovare altri siti di conferimento. "Bisogna procedere alla programmazione step by step con la Regione - è la posizione di Graziano Bonaccorsi del Movimento cinque stelle -, ma soprattutto trovare la soluzione per portare fuori i rifiuti dalla Sicilia". 

Nella seduta convocata d'urgenza dagli assessori all'Ecologia Andrea Barresi e al Bilancio Roberto Bonaccorsi, ad annunciare il rinvio dell'approvazione è stato il consigliere comunale Daniele Bottino. "Staremo altri 30 giorni così e poi saremo punto e a capo", sbotta la consigliera comunale del Movimento cinque stelle Lidia Adorno. E il tema diventa la ricerca dei responsabili. "Le responsabilità derivano in parte dall’assenza di un piano regionale bocciato dall’Ue - è la posizione di Adorno -, altre solo sul Comune di Catania perché una differenziata non parte così, parte attraverso la comunicazione, attraverso la distibuzione dei mastelli, la città puzza perché avete costretto i cittadini a mettere i sacchettini fuori e non li ritirate - e aggiunge - Avete proposto l’aumento del 18 per cento che se oggi è rinviato è grazie solo ed esclusivamente ai cittadini presenti". Un'affermazione che indigna i componenti della maggioranza. "Il rinvio si è ottenuto per decisione nazionale - replica la consigliere Paola Parisi, eletta nella lista "In campo con Pogliese" - invece di farci la guerra politica uniamoci, ma non posso accettare l'idea che il rinvio si debba alla piazza". "Fare passare il messaggio che qualcuno voleva l'aumento e qualcun altro no, aizza la folla - chiosa Luca Sangiorgio di Fratelli d'Italia -, il popolo si presenta ma venissero più spesso, fare politica in una guerra tra poveri è un atteggiamento eversivo e criminale". 

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Mentre la polemica incalza la seduta viene sospesa e nell'androne di palazzo comunale si forma un capannello di persone. Sono i cittadini in protesta a colloquio con il consigliere comunale del Movimento cinque stelle Graziano Bonaccorsi. "Abbiamo la tassa più alta d'Italia", lamenta un cittadino al consigliere. "L'unica cosa che possiamo fare è chiedere che l'aumento non si ripresenti neanche tra un mese", replica Bonaccorsi nel faccia a faccia con il cittadino in protesta. Al ritorno in aula la seduta riprende e a prendere la parola è il consigliere Manfredi Zammataro. "L’aumento delle tasse a fronte di un servizio deficitario e carente sono cose che effettivamente non sono tollerabili - ammette il componente di Prima l'Italia -, ma bisogna anche guardare alle colpe del governo nazionale nella gestione del caro carburante e del caro bollette". Cause, quest'ultime, dell’aumento dei costi del conferimento in discarica. "Le società hanno imputato l'aumento al rincaro di energia e gasolio - conclude Zammataro - Il tema vero non è più dire se è giusto o sbagliato ma cosa fare per risolvere". 

La politica però ritorna a farla da padrone e con essa anche le dimissioni del sindaco Salvo Pogliese. "A me dispiace la situazione personale del sindaco sospeso - attacca Giuseppe Gelsomino di Prima l'Italia -, ma una città non può rimanere nel limbo, vorrei una presa di posizione", è la richiesta che Gelsomino rivolge al sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi. "Io sono convinto che Pogliese tra meno di un mese si dimetterà - prosegue il consigliere -, presidente tra domani e dopodomani convochi una conferenza dei capigruppo per andare a palazzo d’Orleans, per una protesta pacifica, e ricordare all'assessore regionale ai Rifiuti Daniela Baglieri che in Sicilia c’è una città che si chiama Catania". La replica del presidente del Consiglio Giuseppe Castiglione non si fa attendere: "Domani mattina la firmo, ma non mi voglio ritrovare, come spesso accade, con soli due capigruppo".

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