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Cronaca

Consiglio, salta ancora il numero legale per l'approvazione dell'aumento della Tari

Dei sedici consiglieri rimasti in aula fino alla votazione, solo dieci esprimono il proprio voto, gli altri sei si astengono. A nulla sono serviti gli inviti ad "assunzioni di responsabilità" e "prese d'atto". Intanto c'è chi auspica un'ulteriore proroga dei termini per l'approvazione del bilancio di previsione

Un altro Consiglio comunale e un altro nulla di fatto. Nella seduta di ieri viene ancora a mancare il numero legale. A tenere banco sono stati il regolamento per l'installazione dei chioschi in città e l'approvazione del Pef, il piano economico finanziario, utile all'adozione del bilancio di previsione e a cui si accompagna il tanto discusso aumento della Tari al 18 per cento. Il senato cittadino boccia il primo punto all'ordine del giorno e rinvia a oggi la votazione relativa all'incremento delle tariffe per mancanza del numero legale. Dei sedici consiglieri rimasti in aula fino alla votazione, solo dieci esprimono il proprio voto, gli altri sei si astengono. A nulla sono serviti gli inviti ad "assunzioni di responsabilità" e "prese d'atto". Intanto c'è chi auspica un'ulteriore proroga dei termini per l'approvazione del bilancio previsionale. 

L'ennesimo rinvio, dunque, segno di un consiglio comunale che in periodo di campagna elettorale con la corsa per le Regionali e le Politiche che incombe, non sembra voglia pagare lo scotto che comporterebbe il voto favorevole al secondo aumento della tassa sui rifiuti. Proprio su questo si concentra la prima parte del dibattito consiliare tra interpretazioni normative e richiami alla seduta precedente in cui era stato sottolineato che non si possono affrontare questioni politiche in periodo di elezioni. Circostanza che costa l'interruzione dell'intervento al consigliere di Prima l'Italia Giuseppe Gelsomino. "Presidente mi faccia capire - chiede Gelsomino rivolgendosi a Giuseppe Castiglione - se lamento le condizioni dell'illuminazione pubblica che vedono una città totalmente al buio ci esponiamo al confronto politico e non si può fare, ma sulla Tari il dibattito politico è concesso?". La risposta, un sì secco, arriva in modo quasi unanime da tutto il Consiglio comunale e non trova il gradimento del consigliere leghista in quota Luca Sammartino. 

Sul piatto finisce il primo aumento della Tari varato dall'amministraizone Pogliese. "Già allora si parlava di ridurre l'impatto dell'aumento sui cittadini - sottolinea il consigliere comunale del Movimento cinque stelle Lidia Adorno -, della lotta all'evasione, ma dopo quasi tre anni cosa avete fatto?". Oggetto di controversia è anche, come nelle precedenti sedute, la presenza degli assessori in aula di una Giunta che ormai - dopo il decorrere dei venti giorni dalle dimissioni del sindaco Salvo Pogliese senza che sia stato ancora nominato un commissario - non avrebbe più diritto a esercitare le proprie funzioni, ma secondo l'interpretazione del segretario generale rimarrebbe una competenza residuale ad interim per le questioni indifferibili e urgenti. Circostanza lamentata da più consiglieri con il dito puntato contro gli assessori Viviana Lombardo e Sergio Parisi presenti in aula. 

"Per il momento e, fino alla nomina del commissario, il mio ruolo è quello di rappresentante legale dell'Ente comunale", spiega il sindaco facente funzioni Roberto Bonaccorsi, presente in aula per spiegare ancora una volta che in mancanza di approvazione del Pef e, di conseguenza, dell'aumento della Tari non si potrà procedere a riportare in equilibrio i conti. Circostanza, questa, che esclude l'approvazione del bilancio previsionale e che produrrebbe "il dissesto nel dissesto". La soluzione alternativa potrebbe eessere la costituzione di un debito fuori bilancio. "Ma tutti sappiamo quanto sia farraginosa la procedura e a cosa ci esporrebbe non avere il Pef in equilibrio", sottolinea Bonaccorsi nel spiegare tutte le conseguenze in caso di mancata approvazione dell'aumento.

Tra tutte, la più preoccupante, sarebbe la rinuncia al ricorso di finanziamenti e fondi di fonte nazionale. Nel frattempo c'è chi, come il consigliere di Fratelli d'Italia Luca Sangiorgio, auspica un ulteriore rinvio dei termini per l'approvazione del bilancio di previsione. "Domani (oggi per chi legge, ndr) potrebbe arrivare un altro decreto da Roma", sostiene Sangiorgio. Una condizione che, qualora si verificasse, darebbe ulteriori trenta giorni di tempo per mettere i conti in ordine. 

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