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Consorzi di bonifica, la riforma non convince i sindacati: "Troppi dubbi"

Dalle incongruenze negli atti alla gestione delle emergenze: tanti i punti critici evidenziati da Ernesto Abate, segretario regionale Sifus

I consorzi di bonifica rivestono un ruolo importante per la tutela del patrimonio ambientale, ma la loro riforma desta molte preoccupazioni tra gli addetti ai lavori. Dalle incongruenze negli atti alla gestione delle emergenze: tanti i punti critici evidenziati da Ernesto Abate, segretario regionale Sifus consorzi di bonifica.

"Bisogna pensare alle emergenze e alle esigenze del territorio. La nostra organizzazione sindacale ha riscontrato molte anomalie legate all’attuazione della riforma le cui procedure non sembrano essere coerenti tra loro. Nella determina per la scelta dei capi area della Sicilia orientale si riscontra una singola firma, ovvero quella di Fabio Bizzini, direttore generale. Mentre nell’atto riguardante la Sicilia occidentale è possibile riscontrare 3 firme: quella di Giovanni Tomasino, direttore generale e quelle dei vicedirettori Mariella Vitale Pieralberto Guarino. Ad alimentare i dubbi c’è anche la mancata firma dell’ing. Franco Greco, commissario straordinario dei consorzi di bonifica, la cui sigla è di solito richiesta per ogni documento prodotto.

"Un’altra anomalia - prosegue Abate - riscontrata è quella relativa alla programmazione dei lavori di manutenzione ed irrigazione per la stagione 2018, poiché come ogni anno fino al 2016, i consorzi presentano all'assessorato dell'Agricoltura un piano di interventi entro e non oltre il 30 novembre. E ad oggi, 30 dicembre, i cronoprogrammi dei Consorzi non sono stati neanche preparati. Un fatto gravissimo dati gli enormi disagi della scorsa stagione dovuti alla siccità e alla mancata programmazione. E poi ancora, stipendi arretrati dallo scorso marzo, lavoratori precari e tantissimi disagi. E’ necessario riportare questo settore alla normalità, dando ai lavoratori ciò che spetta loro di diritto. Ci si continua a dimenticare degli operai come delle emergenze. La stagione irrigua è alle porte ed è evidente che nessun progetto sarà realizzabile entro la prossima primavera - conclude - periodo in cui le terre necessitano delle giuste cure per dare un buon raccolto".

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