Consorzio di bonifica, ancora proteste: un sistema che fa acqua e perde milioni

Come ogni anno, purtroppo, i lavoratori stagionali del consorzio di bonifica sono in stato di agitazione. Tempi di impiego sempre inferiori, si è passati da 190 giornate a 60 giornate lavorative in media in questi anni

Gli stagionali del consorzio di bonifica a seguito dell'ennesima richiesta d'incontro con l'ennesimo assessore all'agricoltura di turno, scelgono di fare lo sciopero della fame e la permanenza sul canale di distribuzione dell'acqua, in prossimità di ponte barca in frazione di Paternò. Punto nevralgico per il comprensorio catanese.

Enel ha avviato un pignoramento per 6 milioni di euro nei confronti del Consorzio, i lavoratori stagionali sono sempre meno utilizzati a fronte di una pianta organica scarna e l'ente ha perso solo l'anno scorso 1 milione e duecentomila euro. Come ogni anno, purtroppo, i lavoratori stagionali del consorzio di bonifica sono in stato di agitazione. Tempi di impiego sempre inferiori, si è passati da 190 giornate a 60 giornate lavorative in media in questi anni.

Consorzi Bonifica, anche a Catania sciopero regionale con sit in di fronte alla Prefettura

COSA SONO I CONSORZI DI BONIFICA? - La Regione Siciliana, attraverso i Consorzi promuove ed organizza la bonifica come mezzo permanente di difesa, conservazione valorizzazione e tutela delle acque, di salvaguardia dell'ambiente, per la valorizzazione del territorio e per lo sviluppo della produzione agricola. In pratica e grazie a loro se l'acqua può arrivare in condizioni ottimali per l'irrigazione dei campi e per la salvaguardia dell'ambiente. Il Consorzio di Bonifica 9 Catania è stato costituito nel 1997 e deriva dall'accorpamento di altri consorzi. Quello di Catania opera anche in altri pezzi di province come Enna, Messina e Siracusa.

UN SISTEMA NON SOSTENIBILE -  Le vicende raccontate spesso nella cronaca cittadina fanno emergere, anche per le peculiarità del lavoro svolto, che il personale non può essere contrattualizzato come stagionale; sia perché ricopre le cariche professionali che vanno ripartite per tutto l’anno e sia perché il consorzio si occupa della fornitura di acqua nella piana di Catania e offre un servizio idropotabile a Vaccarizzo. Insomma l'acqua si deve ricevere tutto l'anno, non solo per alcuni giorni. La contrattualizzazione stagionale è in realtà una fonte di spreco di denaro pubblico poiché gestire il personale per alcuni mesi l'anno comporta che negli altri mesi tra mancata manutenzione e contenzioni l'ente è costretto a sborsare più di quello che avrebbe pagato ai lavoratori per tutto l'anno. La forza lavoro stagionale è di 120 unità su un totale di 180. Insomma quando vanno via gli stagionali il consorzio si svuota.

Ernesto Abate, sindacalista della Fai Cisl, è un operaio specializzato e si occupa della manutenzione elettrica degli impianti di sollevamento, insieme a lui 33 colleghi specializzati determinano l'efficienza e l'equilibrio funzionale. Ovviamente sono tutti lavoratori stagionali.

CONTENZIOSO CON L'ENEL - “Su Catania il problema è più sentito. Abbiamo una centrale di sollevamento in cui l'Enel ha tagliato la corrente. Dal 15 giugno in avanti – dice Abate - non ci sarà la possibilità concreta per avviare la stagione irrigua perché molti dei contratti stagionali scadranno e si avrà un perdita per l'ente di oltre un milione di euro perché gli utenti non beneficeranno dell'acqua, senza contare i ricorsi e i contenziosi. L'anno scorso gli introiti – continua Abate - sono scesi di un milione e duecentomila euro a causa dello stesso problema a fronte di una spesa di 300mila euro che si sarebbe potuta destinare ai lavoratori stagionali e garantire quindi l'efficienza del servizio. Inoltre quest'anno la situazione sarà anche più grave perché l'Enel ha avviato un pignoramento per 6 milioni di euro nei confronti del Consorzio di bonifica e c'è il forte rischio – conclude Abate - che anche le altre centrali di sollevamento non avranno corrente e gli utenti non avranno acqua”.

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