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Epatite C: contagiata nel '78 dopo trasfusione, le spetta indennizzo a vita

Il Giudice ha condannato il Ministero della Salute a pagare l'indennizzo mensile di 460 euro a partire dal 2006 e per tutta la vita, gli interessi legali e le spese processuali

Nel 1978, dopo una trasfusione, aveva contratto l'epatite C. Il giudice del lavoro di Catania ha riconosciuto alla donna, l'indennizzo. La 54enne di Catania, solo nel 2006 aveva avuto la consapevolezza del nesso tra trasfusione infetta ed epatite. La Commissione medica ospedaliera, infatti, aveva certificato il nesso causale tra la trasfusione documentata e la patologia accertata. Aveva, però, rigettato la domanda della donna perchè ritenuta tardiva.

Il Giudice del Lavoro, richiamando una sentenza della Cassazione, ha dichiarato che la domanda di indennizzio è stata presentata tempestivamente in quanto la signora ha scoperto di aver contratto l'epatite C nel 2006, anno stesso in cui ha presentato la domanda.

Il Giudice ha, quindi, condannato il Ministero della Salute non solo a pagare l'indennizzo mensile di 460 euro a partire dal 2006 e per tutta la vita, ma anche gli interessi legali e le spese processuali. E' inoltre pendente anche un procedimento per danno biologico sempre davanti al giudice civile.

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