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Cronaca

Continua la protesta degli autotrasportatori, Musumeci: "Governo Draghi si dia una mossa"

"Dobbiamo evitare una guerra tra poveri: l'autotrasporto per la merce è l'ultimo anello della filiera" e "il governo Draghi farebbe bene a darsi una morsa". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci incontrando, al casello di San Gregorio dell'autostrada Catania-Messina, gli autotrasportatori

"Dobbiamo evitare una guerra tra poveri: l'autotrasporto per la merce è l'ultimo anello della filiera" e "il governo Draghi farebbe bene a darsi una morsa". Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci incontrando, al casello di San Gregorio dell'autostrada Catania-Messina, gli autotrasportatori che, aderendo alla protesta dell'Aias, da due giorni scioperano con un presidio permanente contro il caro carburanti. A Giuseppe Richichi, presidente dell'Aias il governatore ha chiesto "la possibilità di "allentare la morsa ai caselli per evitare ulteriori danni e disagi", ma, ha osservato Musumeci, "mi dicono che il problema non è più soltanto siciliano, ma nazionale". Musumeci ha annunciato di avere "chiesto al ministro dei Trasporti un incontro in tempi assolutamente celeri". "Aspettiamo fino a domani - ha aggiunto - altrimenti con l'assessore regionale ai Trasporti, Marco Falcone, il presidente dell'Aias, Giuseppe Richichi, e una delegazione di autotrasportatori andremo a Roma e non ci muoveremo fino a quando non saremo ricevuti"

Confartiginato: “No alle proteste in strada che penalizzano la nostra società”

“Continueremo a cercare, anche con la nostra categoria nazionale – dice Salvatore Di Piazza, presidente regionale dell’Autotrasporto di Confartigianato Sicilia – un confronto con le istituzioni, tenendo aperto il dialogo con le imprese per trovare le soluzioni necessarie. Le imprese dell’autotrasporto sono state investite negli ultimi tempi da un ciclone spaventoso. Dall’aumento dei carburanti in testa su tutto – spiega Di Piazza –, all’aumento dell’ad-blue, al costo dei pneumatici. Senza considerare le pesanti ricadute dovute al caro energia, ai costi delle autostrade e degli imbarchi”. In Sicilia sono quasi 6500 le imprese del trasporto merci, di cui il 43% sono artigiane. Il maggior numero si trovano nella provincia di Catania (con 1926 aziende) e Palermo (con 1124). Nell’arco dell’ultimo anno, il prezzo alla pompa del gasolio per autotrazione è rincarato del 20,7%, con un impatto di maggiori costi, a livello nazionale, pari a 535 milioni di euro per le micro e piccole imprese dell’autotrasporto merci. Una batosta che si scarica interamente sui margini di profitto e sul valore aggiunto aziendale, considerato che i prezzi alla produzione nel trasporto merci, al terzo trimestre 2021, sono in calo dell’1,2% rispetto ad un anno prima. “Non escludiamo che potrà essere necessario spegnere i motori piuttosto che continuare a lavorare in perdita – conclude il presidente della categoria Di Piazza –, ma sicuramente opereremo sempre nel rispetto delle regole, in piena legalità e mai con atteggiamenti violenti. Siamo in una situazione di emergenza ed è giusto che il Governo la riconosca come tale e trovi le giuste soluzioni senza ulteriori inasprimenti degli animi”.

Protesta autotrasportatori, Falcone: "Urgente soluzione dal Governo nazionale"

Federdistribuzione: protesta autotrasporto, intervenire per evitare danni

Federdistribuzione esprime preoccupazione per la protesta degli autotrasportatori che ha già interessato diversi tratti stradali in Italia, in particolare in Sicilia, Puglia e Campania, e ha avviato una serie di contatti con le istituzioni per porre all’attenzione la grave situazione creatasi. L’interruzione della circolazione dei mezzi, infatti, causa disagi alla normale attività di consegna delle merci, con il rischio di forti ricadute sull’approvvigionamento della rete di punti vendita della distribuzione a livello locale, e non solo. Un problema che interessa in particolar modo i prodotti freschi, come frutta e verdura, a rischio deterioramento, che può arrecare enormi danni economici a tutta la filiera agroalimentare, oltre che disagi ai consumatori. In un contesto di mercato in cui si cominciano a sentire gli effetti concreti dell’aumento dei costi, soprattutto per quel che riguarda l’energia e i carburanti, Federdistribuzione chiede un intervento immediato da parte delle autorità. Occorre agire con tutte le iniziative possibili per evitare tensioni sociali e per contenere l’aggravio di costi sulle famiglie e sulle imprese, che può avere pesanti ricadute sul sistema economico del Paese, già impegnato in un difficile percorso di ripresa.

I rappresentanti provinciali delle organizzazioni di categoria scrivono al Prefetto

"Pur condividendo le preoccupazioni e le ragioni degli autotrasportatori, strozzati come noi dal caro benzina, dobbiamo evitare che al danno dell’aumento spropositato delle tariffe energetiche si aggiunga la beffa della perdita di ingenti quantitativi di frutta e verdura già pronta per essere immessa sui mercati italiani ed esteri". Lo affermano, in una lettera spedita oggi al prefetto di Catania, i rappresentanti provinciali delle organizzazioni di categoria Cia, Confagricoltura, Consorzio Arancia Rossa di Sicilia Igp, Fruitimprese.

"Riteniamo che la risposta all’aumento dei costi per il trasporto e per la produzione - si legge nella missiva - non sia il blocco totale dell’economia che rischia di affossare l’intero comparto agricolo siciliano a tutto vantaggio dei nostri competitor italiani ed europei. Per questo motivo chiediamo un gesto di buonsenso agli autotrasportatori e una mediazione che porti allo sblocco della situazione in tempi brevi. Non possiamo permetterci di far marcire tonnellate di merce coltivata a costo di grandi sacrifici e non possiamo sostenere altri costi che darebbero un colpo mortale alle aziende agricole siciliane".

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