Lettori: "Esami “bestiali” alla Facoltà di Lettere e Filosofia"

Pubblichiamo lo sfogo di alcuni laureandi della Facoltà di Lettere e Filosofia che si lamentano di subire i soprusi di "un sistema universitario egocentrico"

Pubblichiamo lo sfogo di alcuni laureandi della Facoltà di Lettere e Filosofia che si lamentano di subire i soprusi di "un sistema universitario egocentrico".

"Vi raccontiamo gli ennesimi soprusi che gli universitari sono costretti a subire nella nostra cara cittadina etnea. Le vittime sono un gruppetto di studenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania che hanno visto lesi i propri diritti da parte di un'assistente di cattedra di Letteratura Italiana/ Letteratura Italiana e Drammatizzazione.

Dopo aver visto nei giorni scorsi lo slittamento, per l'ennesima volta, del primo appello annuale della materia, che ricadeva ufficialmente al 6 Febbraio 2012, un capannello di studenti, per la maggior parte laureandi, hanno deciso di rendere partecipe del problema anche il Preside di Facoltà che avvisando la professoressa responsabile della materia, titolare di più cattedre, del malcontento dei ragazzi, ha deciso di istituire in data 23 febbraio il tanto agognato appello. Tutto sembrava essersi risolto nella maniera non di certo migliore ma come soluzione in extremis poteva andare comunque bene. Ma ecco che in data di appello scatta l'ennesimo colpo di scena.

Stavolta le assistenti si presentano, anche se in ritardo di mezzora, all'appuntamento e iniziano ad interrogare, con la professoressa titolare di cattedra assente per giustificati motivi e con gli studenti iscritti in una lista prenotazione fatta a fortuna da un ragazzo la mattina stessa dato che le collaboratrici di cattedra avevano perduto quella ufficiale.

Cominciano ad essere esaminati i primi laureandi, a cui gentilmente gli studenti danno la precedenza data l'incombenza della consegna libretto fissata per il 27 febbraio, e da lì inizia il dramma. Una delle due assistenti di cattedra presenti, inizia a rimandare uno dopo l'altro coloro che gentilmente si accomodavano sulla seggiola dinanzi a lei, appena dopo aver effettuato una sola domanda, che si poteva ritenere al limite del programma stilato e spiegato dalla professoressa titolare della cattedra durante le lezioni frontali.

Non solo, con aria di superficialità mista ad un senso superbo di superiorità, si inerpicava in Pubblichiamo lo sfogo di alcuni laureandi della Facoltà di Lettere e Filosofia che si lamentano di subire i soprusi di "un sistema universitario egocentrico"

discussioni assurde fissandosi su domande alquanto inconsuete per gli esami scorsi effettuati dalle colleghe di questa fantomatica carnefice. Nonostante questo, la "terribile" assistente, volle far prevalere la propria ragione sino alla fine cercando di intimorire i, già abbastanza stressati, ragazzi che non aspettavano altro che togliere di mezzo una materia diventata oramai un incubo.

Alla fine, un gruppetto di studenti ha deciso di protestare vivacemente in segreteria di presidenza, dove ad ascoltarli c'erano solo i collaboratori di facoltà che altro non potevano fare che dare ragione alle povere vittime.

Non siamo altro che ragazzi senza voce e dignità, sorretti da un sistema di persone egocentriche che puntano solo all'annientamento morale del prossimo. Non sarebbe meglio investire i nostri denari verso altri lidi? E poi, come si può lasciare nelle mani di persone che sembrano impersonificare, in versione ridotta, coloro che hanno portato al dramma umano del secolo scorso, delle materie di un così alto contenuto linguistico e morale che simboleggiano la nostra valorosa storia e il nostro valoroso percorso di sofferenza e unione intesa come fratellanza?

Per quanto tempo ancora gli studenti dell'Università di Catania dovranno subire queste umiliazioni che li segnano sia a livello morale che economico? Noi paghiamo come tutti le tasse e chiediamo di essere trattati come uomini e non come bestie al macello.

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Finiamola con questo ostruzionismo a ogni inizio anno solare nei confronti dei laureandi, dato che se per l'Università degli Studi di Catania il pagamento della tassa "Cautelativa" è un problema finanziario allora forse dovrebbero pensare di abolirla a patto che migliorino i modi e le modalità di esame. La cultura è un'arma a doppio taglio perché ci rende liberi ma allo stesso tempo prigionieri della nostra superbia.

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