Cronaca

Controlli doganali a Fontanarossa: fermati con 54 cellulari non dichiarati

Ad un commerciante e ad un ingegnere, privi di qualsiasi precedente, sono stati addebitati i diritti di confine evasi, ammontanti a oltre 7 mila euro, e per l'ipotesi di contrabbando è stata applicata una sanzione amministrativa

Nell’ambito dei servizi di vigilanza svolti presso l’aeroporto di Fontanarossa, i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania, congiuntamente al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, hanno sottoposto a meticolosi controlli i passeggeri giunti sabato scorso dagli Emirati Arabi.

Due salernitani hanno tentato di introdurre in Italia prodotti tecnologici di elevato valore senza assolvere i diritti doganali. Infatti, nel cercare di eludere i controlli, hanno provato a evitare il flusso dei passeggeri regolarmente diretto per le dichiarazioni doganali verso i militari della Tenenza di Fontanarossa. L’atteggiamento è stato subito notato dai finanzieri che hanno provveduto a fermare i due soggetti, i quali, alla presenza del funzionario della locale sezione operativa territoriale dell’Agenzia delle Dogane, riferivano di non avere nulla da dichiarare ai fini doganali. Tuttavia, insospettiti dall’atteggiamento assunto dai due passeggeri, i bagagli al seguito sono stati sottoposti a controllo radiogeno per verificare la presenza di eventuali beni occultati. L’esame ha consentito di rilevare come i trolley fossero pieni di numerose involucri. Pertanto, i soggetti sono stati accompagnati presso gli uffici della Dogana dove, a seguito dell’apertura delle borse, sono stati rinvenuti 54 smartphone della Samsung, modello Galaxy Note 5, telefono peraltro non distribuito ufficialmente in Italia dalla casa produttrice.

Il valore commerciale stimato è di oltre 33 mila euro, pagati, a detta degli incauti viaggiatori, in contanti e senza il rilascio di alcun documento fiscale. Così, al commerciante cinquantenne D.B. e al quarantacinquenne ingegnere M.A., privi di qualsiasi precedente, sono stati addebitati i diritti di confine evasi, ammontanti a oltre 7 mila euro, e per l’ipotesi di contrabbando è stata applicata una sanzione amministrativa. Inoltre, i cellulari sono stati sequestrati per essere sottoposti a perizia al fine di verificarne l’originalità.

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