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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Legambiente contro il nuovo piano pedonale: "Che fine ha fatto lo street control?"

Per Legambiente "il controllo sul rispetto delle isole pedonali esistenti è praticamente nullo. Basti vedere cosa accade il sabato sera con auto parcheggiate ovunque"

Il nuovo piano di pedonalizzazione proposto dal Comune di Catania non ha incontrato il favore degli ambientalisti. Secondo il circolo Legambiente etneo, presieduto da Viola Sorbello, è piuttosto "un censimento e una riorganizzazione delle aree pedonali e delle Ztl già presenti, almeno sulla carta, in città. Consultando l'elenco di strade che secondo l'amministrazione rientrano nel piano di pedonalizzazione, ci sono pochissime differenze rispetto la situazione attuale: di fatto solamente piazza Dante, parzialmente, e un tratto di via Garibaldi saranno inibite al transito, peraltro senza che venga detto in che tempi e con che modalità. Sembra solo un annuncio generale, privo di specificità. Tra l’altro, il controllo sul rispetto delle isole pedonali esistenti, a cominciare da via Crociferi e via Etna, è praticamente nullo. Basti vedere cosa accade il sabato sera con auto parcheggiate ovunque. Quindi, non accettiamo i toni trionfalistici e propagandistici dell'amministrazione comunale. Ci sembra, piuttosto, che il progetto sbandierato sia solo un modo per dimostrare in sede di Conferenza della Mobilità Sostenibile, che si terrà domani a Palazzo degli Elefanti, per dimostrare che il Comune stia facendo qualcosa sulla mobilità sostenibile. Purtroppo i fatti parlano chiaro e dicono che sono più i passi indietro che non quelli in avanti quelli mossi dalla Giunta Pogliese".

Gli appartenenti al circolo di Legambiente si chiedono quindi come mai non sia stato avviato l'iter per il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile e perchè, tra le altre iniziative attuate in passato, non sia più stato utilizzato lo "street control" per elevare multe agli automobilisti indisciplinati. Non è piaciuta neanche l’eliminazione delle isole spartitraffico al Corso delle Province, che, secondo gli ambientalisti, "contraddicono il Piano Generale del Traffico Urbano mettendo in secondo piano la sicurezza stradale e incentivando, anzi, la sosta su strada".

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