Controllato un negozio in piazza Lanza, a gestirlo una minore: sanzioni per 30 mila euro

Si tratta di un centro commerciale. I coniugi titolari della licenza si trovavano temporaneamente in Cina e per la gestione dell’attività, avevano delegato la figlia minore, il tutto senza averne dato comunicazione all’Autorità competente

La polizia del commissariato Borgo-Ognina ha effettuato un'attività di controllo in materia di vendita di prodotti privi di marchio CE, e di contrasto delle violazioni in materia dei diritti dei lavoratori e di sicurezza sui luoghi di lavoro. È stato controllato un negozio a piazza Lanza: si tratta di un centro commerciale, presente su una area di circa 1200 metri quadri, gestito da cittadini di nazionalità cinese. È stato accertato che i coniugi titolari della licenza si trovavano temporaneamente in Cina e per la gestione dell’attività, avevano delegato la figlia minore, il tutto senza averne dato comunicazione all’Autorità competente.

Durante il controllo, infatti, è stata identificata quale datrice di lavoro la minore e, solo successivamente, si è presentato come altro responsabile, ma senza titolo formale, il fratello di uno dei titolari. Al momento dell’accesso sono stati notati diversi lavoranti: una di questi si è data alla fuga per una porta secondaria che ha tempestivamente chiuso a chiave, per eludere il controllo di polizia. Successivamente, grazie ad attività di polizia giudiziaria, la donna è stata identificata quale cittadina cinese H.A. che è stata denunciata all’Autorità giudiziaria per il reato di resistenza a pubblico ufficiale.

E' stato anche accertato che la donna non era in possesso di regolare contratto di lavoro. Una seconda dipendente, di nazionalità italiana, ha ammesso di lavorare presso quell’attività da circa 6 mesi: spinta dal bisogno si accontentava di percepire “in nero” 2,77 euro l’ora. Durante il sopralluogo, sono stati anche accertati diversi reati in materia di sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro.

Addirittura, all’interno di un deposito presente nei sotterranei, è stato trovato uno spazio allestito a cucina, con relativi alimenti e utensili vari. Durante le operazioni è stato sequestrato un ingente numero (ben 2.140 pezzi) di prodotti privi di marchio CE, tra questi, materiale elettrico, giocattoli, prodotti per cani e casalinghi. Infine, è stata accertata la presenza di cartellonistica pubblicitaria e tabelle luminose, installate senza le necessarie autorizzazioni e senza aver pagato le imposte dovute.

Sono state elevate sanzioni sino ad un massimo pari a euro 29.272. I 4 cittadini cinesi H.P., H.X., Z.X., rispettivamente coniugi e zio della minore presente al controllo, e la stessa ragazza, sono stati indagati in stato di libertà per reati legati alla sicurezza e salubrità sui luoghi di lavoro e per sfruttamento del lavoro mediante l’approfittamento dello stato di bisogno del lavoratore.

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