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Controlli della guardia costiera sul pesce importato: sanzioni in calo nel periodo festivo

Solo il 3 per cento delle attività commerciali ispezionate è risultato non conforme. Al Banco Alimentare di Catania sono stati donati oltre 300 chili di pescato

Nel periodo di fine anno e di festività appena trascorso, dove normalmente la domanda di prodotti ittici aumenta considerevolmente, la guardia costiera ha messo in atto sul territorio etneo e di tutta la Sicilia Orientale un’operazione complessa finalizzata a contrastare l’inevitabile incremento del rischio a cui è esposto il consumatore finale nell’acquisto di prodotti ittici provenienti, soprattutto, dall’estero e spesso immessi sul mercato senza informazioni sulla provenienza. A volte il pesce in questione non è neanche idoneo al consumo umano, poiché non risponde ai necessari parametri di qualità e genuinità. L’operazione “Frontiere Tracciabili” ha visto impegnato nella Sicilia orientale diverse centinaia di uomini e donne della guardia costiera in una serie di controlli lungo l’intera filiera ittica, concentrati soprattutto sui mercati locali, grandi piattaforme logistiche di distribuzione, stoccaggio e deposito dei prodotti provenienti dalla pesca. Luoghi in cui principalmente viene accentrato il prodotto proveniente dall’estero.

Controlli e sanzioni

L’operazione si è focalizzata sulla verifica della bontà dei prodotti della pesca importati, per verificare la rispondenza ai requisiti di igiene, qualità e tracciabilità, al fine di dare garanzia su tutte le informazioni necessarie ad attestare la loro provenienza legale. Si tratta di un'attività svolta a tutela del “made in Italy”, ed in particolare a sostegno degli operatori locali, peraltro già colpiti dalle difficoltà connesse all’emergenza Covid. A coordinare le operazioni è stato il centro di controllo Area Pesca della Direzione Marittima di Catania, che ha registrato 750 ispezioni condotte su tutto il territorio della Sicilia orientale: 22 sanzioni elevate, per un importo complessivo di circa 39 mila euro, con 23 sequestri operati per un totale di circa 2,3 tonnellate di prodotto ittico irregolare pronto ad essere immesso nel circuito della grande distribuzione locale.

La maggior parte dei rivenditori è in regola

I risultati conseguiti fanno ben sperare: solo il 3 per cento delle attività commerciali ispezionate è risultato non conforme, registrando una significativa volontà degli operatori del settore di adeguarsi alle direttive comunitarie e nazionali relativamente alla tracciabilità, corretta conservazione e commercializzazione legale delle specie ittiche. Infine, dopo la dichiarazione di idoneità al consumo umano da parte dei medici veterinari competenti, buona parte del pescato sequestrato è stato devoluto in beneficienza ad enti caritatevoli. Al Banco Alimentare di Catania sono stati donati oltre 300 chili di pescato, contribuendo in questo periodo di festività ad alimentare le tavole delle mense solidali dei bisognosi e meno ambienti.

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