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Controlli al Porto, semirimorchio carico di escavatori rubati e destinati a Malta

Insospettiti dall'estrema genericità della documentazione presentata in dogana, i militari, unitamente ai funzionari doganali, hanno deciso di sottoporre a ispezione il trasporto per verificarne l'effettivo contenuto

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catania, unitamente ai funzionari della locale agenzia delle dogane e dei monopoli, hanno proceduto, nei giorni scorsi, al controllo e al sequestro, all’interno degli spazi doganali del Porto di Catania, di un semirimorchio telonato destinato a Malta, al cui interno erano caricati mezzi rubati.

porto_2-2Nell’ambito dei servizi di vigilanza doganale, ulteriormente intensificati anche per incrementare il dispositivo di sicurezza dell’area portuale, i finanzieri del Gruppo di Catania, unitamente al personale dell’Agenzia delle Dogane, hanno sviluppato un’accurata analisi di rischio sulle merci in transito presso lo scalo etneo finalizzata all’individuazione di trasporti sensibili da sottoporre a controllo per verificare sia il corretto assolvimento degli obblighi doganali che la regolarità delle merci movimentate. porto_1-2

In questo contesto, è stata attenzionata la spedizione di un semirimorchio proveniente da Reggio Calabria e destinato formalmente a Malta. Insospettiti dall’estrema genericità della documentazione presentata in dogana, i militari, unitamente ai funzionari doganali, hanno deciso di sottoporre a ispezione il trasporto per verificarne l’effettivo contenuto. Il riscontro effettuato e i successivi approfondimenti svolti, anche attraverso le banche dati, hanno consentito di scoprire che alcuni mezzi per movimento terra caricati sul semirimorchio erano stati oggetto di furto nel nord Italia nei giorni precedenti, mentre altri non recavano il numero di identificazione sullo chassis.

Alla luce di quanto accertato, il semirimorchio, 3 mini escavatori, 2 bobcat e una pala meccanica sono stati sottoposti a sequestro. Il controvalore dei beni oggetto della tentata spedizione diretta a Malta, ma molto più probabilmente con destinazione finale il Nord Africa, è di oltre 100 mila euro. Sono in corso ulteriori investigazioni finalizzate a ricostruire tutte le movimentazioni dell’illecito trasporto.

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