Fase 2 e controlli: multe fino a 3mila euro per chi non rispetta le distanze

E' stato necessario rimodulare le attività di vigilanza per verificare l’osservanza delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria e fronteggiare la possibile ricomparsa di criminalità

Stamattina si è svolta una video conferenza del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, a cui sono stati invitati il Sindaco, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri, il comandante provinciale della guardia di finanza, il comandante del 62° reggimento fanteria Sicilia, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, il dirigente dell’ispettorato territoriale del Lavoro, il comandante della polizia provinciale, il commissario ad acta dell’azienda sanitaria provinciale e il direttore generale dell’azienda aanitaria provinciale. A seguito dei provvedimenti emanati dal Governo e dal Presidente della Regione, si è reso infatti necessario rimodulare le attività di vigilanza e di controllo del territorio, allo scopo di verificare l’osservanza delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria e di fronteggiare la possibile ricomparsa di criminalità, allo scopo di garantire adeguati livelli di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Multe e controlli su strada

Le misure di controllo si declineranno secondo due direttrici strategiche. La prima si concentrerà sull’osservanza delle misure di distanziamento e anti assembramento che rappresentano il fulcro dei controlli caratterizzanti la “fase due”, al fine di evitare la riproposizione del pericolo di contagi. In tale contesto risulta fondamentale la collaborazione dei cittadini e degli operatori commerciali ed economici. Per la violazione delle misure di distanziamento e anti assembramento è prevista l’irrogazione di una sanzione da 400 a 3 mila euro. Il Comitato convocato dalla Prefettura etnea si è occupato di pianificare il controllo degli esercizi e delle attività commerciali e produttive che hanno ripreso a lavorare e dei mercati, in un’ottica di supporto agli imprenditori e ai commercianti, per favorire l’osservanza delle misure di contenimento. A tale scopo, sono stati individuati appositi nuclei di controllo composti da rappresentanti qualificati oltre che delle forze dell’ordine territoriali, del nucleo ispettorato del lavoro, dell’azienda sanitaria provinciale e del nucleo operativo ecologico dei carabinieri. Mentre le polizie locali avranno il compito di vigilare sulle attività commerciali, sugli esercizi e sui mercati. La seconda linea strategica è volta all’attività di vigilanza e controllo del territorio, nel cui ambito si prevede di ricalibrare, intensificandole ulteriormente, le misure di contrasto delle note forme di illegalità diffusa e di abusivismo, quali il fenomeno della prostituzione, dei posteggiatori abusivi ed altri reati simili. Tale attività, nel capoluogo, si concentrerà con servizi e posti di controllo nelle zone individuate e nei punti critici della città.

Coinvolto anche l'Esercito

È stata programmata anche la collaborazione dei militari dell’Esercito dell’operazione “Strade sicure”, con attività di pattugliamento e di osservazione, sia per vigilare sul rispetto delle misure anti assembramento sia per il contrasto ad eventuali fenomeni di illegalità. Particolare attenzione sarà dedicata alla zona centrale del Capoluogo, in particolare Corso Sicilia e dintorni, alla zona costiera e della movida, senza trascurare le periferie. Le azioni di controllo saranno estese anche ai restanti Comuni della provincia.

Il caso "Caltagirone"

Nel corso del Comitato è stata infine esaminata, con la partecipazione del Sindaco, la situazione dell’ordine e della sicurezza del Comune di Caltagirone in relazione ai recenti atti incendiari e di danneggiamento che si sono verificati nella predetta città. È stata disposta l’intensificazione dell’attività di vigilanza e controllo delle forze dell’ordine, anche grazie al recupero delle risorse destinate alla vigilanza del Cara di Mineo, recentemente riconsegnato alla proprietà. Il Sindaco si è anche impegnato a verificare la possibilità di estendere il sistema di videosorveglianza già presente nel territorio alle zone interessate dai recenti fatti di cronaca.

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