Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Controlli nelle strutture per anziani: irregolarità e personale non vaccinato

E' emersa in 42 strutture ispezionate dai carabinieri la presenza di operatori sanitari e personale addetto alle strutture risultati privi di copertura vaccinale, divenuta obbligatoria da aprile scorso. I controlli sono stati effettuati in tutta Italia, Catania compresa

Foto archivio ansa

Corretta erogazione dei servizi di cura ed assistenza a favore delle persone anziane e disabili nelle cliniche e strutture che le ospitano, con particolare attenzione alla riduzione del contagio da Covid-19, nel mirino dei carabinieri del Nas.I controlli, eseguiti su tutto il territorio nazionale, hanno interessato anche Catania. Rilevate situazioni di abbandono di anziani, non accuditi in relazione alle patologie sofferte ed alle loro esigenze fisiologiche e motorie, in alcuni casi sfociati addirittura nella mancata somministrazione dei farmaci essenziali per garantire le terapie necessarie per gli ospiti malati e ultraottantenni. Nella prima decade di maggio è stata realizzata, d'intesa con il Ministero della Salute, una campagna di controlli condotta nell'intero territorio nazionale che ha interessato la verifica di 572 strutture sanitarie e socio-assistenziali, constatando irregolarità presso 141 di esse, pari al 25 per cento degli obiettivi ispezionati. I controlli hanno determinato la contestazione di 197 violazioni penali ed amministrative, per un valore di 43 mila euro, deferendo all'autorità giudiziaria 36 persone e segnalandone ulteriori 136 alle autorità amministrative.

I controlli nel catanese

Nel corso dell'attività, i carabinieri Nas hanno rilevato 63 violazioni per inosservanza delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19, riconducibili alla mancata attuazione di protocolli per la prevenzione anti-Covid, delle operazioni di sanificazione ed uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori. Gli accertamenti hanno evidenziato anche criticità importanti circa il livello di assistenza fornito agli ospiti. In primo luogo è emersa la presenza di operatori sanitari e personale addetto alle strutture risultati privi di copertura vaccinale, divenuta obbligatoria da aprile scorso. Tale fenomeno, riscontrato in almeno 42 strutture socio-sanitarie in varie province per complessivi 87 tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-assistenziali e restante personale destinato al contatto diretto con gli anziani, rappresenta un potenziale anello di debolezza nella strategia di tutela al possibile contagio degli anziani ospiti, proprio in un periodo di riapertura delle visite esterne dei familiari. Tra le città interessate, oltre Catania, anche Pescara, Genova e Torino.

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