Lavoro e sviluppo: ecco la “ricetta” proposta da Ires e Cgil

Da dove ripartire per uscire dalla crisi in Sicilia e a Catania? A questa domanda hanno provato a rispondere esponenti del PD, docenti universitari e giovani nell'incontro tenutosi all'hotel Baia Verde

ph Davide Spagnolo

Il futuro è una partita delicata. Non si tratta di vincere o perdere: occorre giocarsela bene. Come? A questa domanda hanno cercato di rispondere Ires e Cgil Catania, che hanno organizzato un convegno all'hotel "Baia Verde" di Acicastello.

L’occupazione giovanile nel Mezzogiorno è il più grande dramma che stanno vivendo le nuove generazioni. Con questo tema iniziale, Fabio Tasinato, responsabile giovanili CGIL Catania, ha introdotto l’ampia mattinata incentrata sul tema del lavoro, della crescita e dello sviluppo nel Sud e in Sicilia: "ripartiamo dai giovani e dalle donne" ha dichiarato.

Una tematica complessa questa, che ha coinvolto mondo della politica, con esponenti di spicco del PD, docenti universitari e parte del mondo giovanile etneo.

Quali sono i veri problemi del paese? Luca Spataro, segretario PD di Catania, ha dichiarato che “parlare di Imu non è una tematica legata alle giovani generazioni”. Dello stesso parere il segretario generale della CGIL Catania, Angelo Villari: “Il lavoro deve diventare il dibattito centrale nel paese, così come i diritti civili e il futuro dei giovani”. “I governi passati – ha continuato Villari – hanno basato la politica su processi di esclusione: occorre un nuovo e immediato patto sociale”
 

UN DRAMMA SOCIALE

Questo lo spunto del docente di scienze politiche, Maurizio Avola, che ha ripreso le tematiche esposte da Angelo Villari, aggiungendo: “Mentre in Germania il lavoro è precario solo all’inizio, soprattutto in Sicilia l’attività lavorativa rimane costantemente instabile”. Parla di dati poi il giovane docente: “I cosiddetti Neet sono ben 2 milioni in Italia, e un giovane su quattro non lavora”.

Welfare, politiche industriali e innovazione gli ingredienti portati in “tavola” dal responsabile economia del PD di Catania, Notabartolo: “Il debito privato è insostenibile come quello pubblico, occorre infatti rinnovare il sistema di credito, fornendo risorse alle imprese”.

“Va semplificato anche il sistema burocratico – ha continuato Notabartolo – e adottare inoltre una tassazione progressiva, evitando così di colpire le fasce deboli della società”.

Sulla necessità di restare in Europa ha espresso parere favorevole Andrea Miccichè, esponente del dipartimento precarietà Cgil: “reddito minimo garantito e welfare, per parlare di una nuova Europa sociale”.
 

FACCIA A FACCIA GIOVANI- POLITICA

I giovani da un lato: Elviana Palermo, responsabile Udu, sindacato studentesco, ha richiamato l’attenzione sulla situazione delle nuove generazioni: “Dopo aver conseguito una semplice laurea triennale, il percorso lavorativo diventa quasi un miraggio.
 Molto spesso – ha continuato nell’intervento – sono necessari ulteriori master e specializzazioni per riuscire ad entrare nel mercato del lavoro, senza, tra l’altro, poter poi praticare una professione legata al percorso di studi compiuto”.

La politica dall’altro: dal PD sono arrivate alcune proposte. Il deputato Giuseppe Berretta e l'onorevole Barbagallo, hanno puntato il dito contro la corruzione. Barbagallo ha addirittura parlato del “clientelismo come un male superiore alla mafia, perché proiettato a mantenere lo status quo”.

Per Burtone il settore agricolo del mezzogiorno, è quello che versa nelle “condizioni  più gravi”.
Luisa Albanella Concetta Raia, rispettivamente candidata al senato e deputata regionale del PD, hanno sollevato la questione dell’emigrazione dal sud: “Va evitata, puntanto su nuove politiche attive del lavoro, che non hanno mai fatto parte dei programmi portati avanti dai governi di centro destra”.

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