Coop Sicilia, Ugl terziario: "Diciamo no ai 273 licenziamenti"

Gli esponenti del gruppo italiano della grande distribuzione organizzata hanno ribadito la volontà di procedere al licenziamento di 273 unità nella sola area di Catania

Ancora una battuta d’arresto per la vertenza Coop Sicilia. A conclusione dell’incontro di ieri l’azienda e le sigle sindacali di categoria, Ugl terziario e Faisa Cisal, sono rimaste distanti nelle loro posizioni. Da una parte infatti gli esponenti del gruppo italiano della grande distribuzione organizzata hanno ribadito la volontà di procedere al licenziamento di 273 unità nella sola area di Catania o, in alternativa, proporre un accordo agli stessi dipendenti che prevede la rinuncia al godimento di alcuni diritti previsti da contratto.

“Stiamo continuando a lottare affinchè neanche uno di questi lavoratori perda il proprio posto – affermano Carmelo Catalano e Vito Tringale per Ugl terziario e Paolo Magrì per Cisal terzario. A Coop abbiamo ribadito che, rispetto al piano presentato, il numero degli esuberi prospettati ci sembra alquanto esagerato, così come appare assurdo che per rientrare dal debito l’azienda propoga pesanti sacrifici ai lavoratori se vogliono continuare a mantenere lo stato occupazionale. Rimaniamo su questa posizione, ma allo stesso tempo auspichiamo si possa trovare un punto di incontro che possa tenere conto di un’eventuale ricollocazione di gran parte di questi dipendenti nei nuovi punti vendita che saranno aperti già nei prossimi mesi in molti centri della provincia, ma che anche eviti pesanti ripercussioni prima di tutto di ordine economico, su questi lavoratori e le loro famiglie".

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"Ci spiace non si sia trovata un’intesa al tavolo istituito in sede aziendale – concludono i sindacalisti. Da parte nostra, però siamo già pronti a ribadire la nostra linea nel corso del vertice che adesso si sposterà sui tavoli della direzione territoriale del lavoro, con la speranza che si possa trovare la giusta mediazione e dare speranza ai 273 impiegati che oggi vedono un futuro sempre più a tinte fosche.”

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