Coronavirus, appello della Fials Sicilia: tutelare le famiglie dei sanitari

“Adesso basta, non è possibile continuare a mandare personale sanitario in trincea in queste condizioni. I lavoratori sono stanchi di ricevere elogi e applausi, servono aiuti concreti e rapidi”. È lo sfogo della Fials Sicili

“Adesso basta, non è possibile continuare a mandare personale sanitario in trincea in queste condizioni. I lavoratori sono stanchi di ricevere elogi e applausi, servono aiuti concreti e rapidi”. È lo sfogo della Fials Sicilia che per voce di Sandro Idonea e Agata Consoli chiede a governo e aziende ospedaliere degli interventi urgenti e maggiore attenzione alle esigenze del personale. “Oggi non è certo il caso di fare i primi della classe o di criticare - dicono Idonea e Consoli - quanto accaduto è un evento eccezionale. Tutti però devono agire per dare il proprio contributo. Gli ospedali stanno diventando dei focolai, bisogna fare subito qualcosa prima che il piccolo possa diventare grande. Mancano dispositivi di sicurezza, non si capisce chi è l’interlocutore, le aziende dicono che non hanno il materiale necessario, forse avrebbero dovuto pensarci molto prima, e intanto la Regione chiede forniture al governo nazionale. Ognuno nel suo piccolo può fare la sua parte, utilizzare tutti gli strumenti possibili per alleviare la sofferenza di lavoratori impegnati in turni massacranti, con difficoltà a reperire i dispositivi di sicurezza, col rischio sempre altissimo di essere contagiati e soprattutto di contagiare i propri familiari”. La Fials ha proposto all’assessorato la possibilità di destinare gratuitamente alloggi di servizio in favore del personale impegnato nell’emergenza, almeno per i prossimi trenta giorni, onde limitare al massimo le preoccupazioni degli interessati e le possibilità di contagio. "Ulteriore iniziativa - dicono - potrebbe essere quella di consentire al sanitario single, con figli minori, che non può contare sul supporto del coniuge o di famigliari, di potere fruire dei congedi previsti dalla legge, ovvero di misure alternative alla cura del minore, nel periodo di turnazione”.

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