Coronavirus, nella provincia etnea 560 casi positivi (+9): contagi in calo

Continuano a diminuire i ricoverati che sono oggi 148, 7 in meno di ieri, così come aumentano i guariti che arrivano a 32, 4 in più di ieri. Sale a 54 il numero dei morti

Nella provincia etnea si registrano a oggi 560 casi positivi, solamente 9 in più di ieri. Continuano a diminuire i ricoverati che sono oggi 148, 7 in meno di ieri, così come aumentano i guariti che arrivano a 32, 4 in più di ieri, confermando dunque la tendenza regionale. Sale a 54 il numero dei morti. I dati delle altre province così come comunicati dalla Regione sono: Agrigento, 110 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 94 (22, 5, 8); Enna, 279 (171, 1, 16); Messina, 330 (144, 20, 26); Palermo, 286 (70, 31, 12); Ragusa, 49 (9, 4, 3); Siracusa, 84 (44, 29, 9); Trapani, 101 (20, 9, 4).

L'assessore Razza all'Ars

Il massimo dei casi positivi si e' registrato il 22 di marzo in Sicilia mentre "calcolando l'incubazione media la riduzione del contagio potrebbe collocarsi intorno alla data del 10 di marzo, e cioe' in corrispondenza all'avvio della misure di distanziamento adottate dal presidente della Regione l'8 marzo". Lo ha detto l'assessore alla Salute, Ruggero Razza, parlando all'Assemblea regionale siciliana. Razza ha fornito anche alcuni dati sulla situazione siciliana. Sul piano della valutazione dell'incidenza dei casi positivi l'eta' media e' di 57 anni, con una prevalenza di soggetti compresi tra 50 e 69 anni, il 49% del totale. Al 6 aprile con 637 pazienti ricoverati si e' registrato "il culmine piu' ampio", di questi "74 in terapia intensiva", ha aggiunto Razza. Sono Catania, Messina, Troina e Caltanissetta le città più colpite con più casi registrati. "Siamo la regione che ha posto obblighi di isolamento piu' ampi per soggetti non positivi", ha ricordato Razza, nel corso della sua relazione. "Nella prima settimana di aprile e nella seconda settimana di aprile, visto il tempo di incubazione della malattia, si possono misurare le misure di contenimento del governo nazionale e di quello regionale", ha spiegato ancora Razza.

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi. Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi. Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri.

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