Coronavirus, 1095 nuovi casi in Sicilia: a Catania +316

Superata quota 1000 casi giornalieri. Sono decedute 16 persone e ne sono guarite 197: aumentano i ricoveri, sono 47 in più

In sole due settimane il dato giornaliero dei contagi in Sicilia è raddoppiato. Sino a 15 giorni fa erano stati 548 in una singola giornata i nuovi casi: oggi ammontano a 1095. Catania è la provincia che fa registrare il dato più alto (316), seguita da Palermo (277). A ruota vi sono Agrigenti (110), Siracusa (100), Ragusa (82), Enna (49), Caltanissetta (45) e Trapani (10).

Sono deceduti 16 pazienti e ne sono guariti 197. Aumenta il numero dei ricoveri, 47, e su 588 posti in terapia intensiva ne risultano occupati 132. Il numero di tamponi processati dal sistema sanitario regionale nelle ultime 24 ore è di 8.546 (in linea con il dato di ieri) ma sono risultati positivi oltre cento persone in più. Così la curva continua a salire sull'Isola a dimostrazione dell'alta circolazione del virus nell'ultimo periodo.

Nei prossimi giorni, anche in altre località della Sicilia, verrà replicata l’esperienza del drive in con tamponi antigienici organizzata alla Fiera di Palermo che ha consentito di individuare e isolare, nel solo capoluogo siciliano, circa 300 soggetti positivi. Va ricordato, che la procedura, in caso di positività al test rapido, prevede già sul posto l’immediata ripetizione con tampone molecolare e la presa in carico 
da parte del dipartimento di Prevenzione dell’Asp, così come indicato dalle linee guida vigenti.

Musumeci a confronto con il governo nazionale

Per limitare i contagi è allo studio del governo un nuovo dpcm. Questo pomeriggio il presidente della Regione Musumeci si è confrontato con i suoi colleghi e il governo nazionale sulle misure da intraprendere. 

"C’è una condivisione di fondo tra tutti i livelli amministrativi dello Stato - ha detto il presidente della Regione Siciliana -, la drammatica situazione che in tutta Europa sta condizionando la vita di milioni di persone. La nostra posizione è uniforme a quella di tutte le Regioni italiane. Due le priorità che poniamo: la riduzione della mobilità e l’adozione di piani terapeutici/farmacologici per l’assistenza al domicilio, limitando così la pressione sugli ospedali."

Il confronto, sul testo del nuovo Dpcm, proseguirà domani e Musumeci si augura che "stavolta sia davvero condiviso".

"Vedo un crescente allarme sociale - ha proseguito il presidente - e di questo dobbiamo essere tutti consapevoli. Scelte forti ma non chiare diventano per i cittadini difficili da accettare. Non ci possiamo permettere errori. Più cresce la mobilità delle persone più crescono le probabilità di contagio. Per questo motivo stiamo valutando la possibilità, assieme alle altre Regioni ed al governo centrale, di ridurre ogni occasione di movimento non proprio necessario. Altra priorità resta la riduzione della pressione sui Pronto Soccorso ospedalieri dei positivi o di quelli che temono di esserlo. Serve quindi più collaborazione da parte della medicina di base affinché si intervenga nel domicilio di chi ne ha necessità è

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