Coronavirus, in Sicilia 68 nuovi contagiati: i morti superano quota 100

Aumenta il numero dei pazienti ricoverati, +32 rispetto a ieri, che porta il totale a 608 pazienti in ospedale, mentre 1.056 si trovano in isolamento domiciliare. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 18.686

In calo rispetto a ieri, seppur di poco, il numero dei contagiati dal Coronavirus in Sicilia. Su 853 tamponi effettuati nell'ultima giornata (ancora pochi rispetto alle altre regioni con pari numero di abitanti) sono state riscontrate 68 persone positive (8%). Aumenta il numero dei pazienti ricoverati, +32 rispetto a ieri, che porta il totale a 608 pazienti in ospedale. Di questi 73 sono in terapia intensiva (0), mentre 1.056 malati (+26) sono in isolamento domiciliare. Sono 94 guariti (+2) e sforano quota cento, arrivando a 101, i deceduti (+8).

I dati di oggi nella provincia etnea

Attualmente invece risultano contagiate 1.664 persone (+58). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 18.686. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (venerdì 3 aprile), così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.

Test sierologici pure in Sicilia, sì degli scienziati

In Sicilia è possibile effettuare studi di sieroprevalenza e sieroconversione. Lo rileva il Comitato tecnico scientifico per l'emergenza Covid-19 nell'Isola, in un parere trasmesso all'assessorato regionale della Salute sull’utilizzo dei test rapidi e dei test sierologici. Esami questi ultimi già iniziati in alcuni regioni come l'Emilia-Romagna. Secondo gli esperti "ci sono sufficienti evidenze scientifiche che sorreggono la validità e l’utilità di questi test rapidi in ausilio alla sierologia classica e ai tamponi rinofaringei". I componenti del Comitato, facendo esplicito riferimento agli asintomatici, rilevano in particolare che "in questi soggetti - si legge nel parere - andrà eseguito il test rapido con card come prima scelta. Se sia le IgM (immunoglobuline M) che le IgG (immunoglobuline G) risulteranno negative e il soggetto è a basso rischio allora può essere considerato non infetto, con sufficienti probabilità logiche e scientifiche".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi. Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

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Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri".

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