La provincia di Catania raggiunge i 500 casi positivi (+14), Pogliese: "Stare a casa ora più che mai"

La provincia di Catania continua ad essere la provincia più colpita in Sicilia dove oggi si registrano 1.859 casi positivi (+68 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.664 persone (+58). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 18.686

La provincia di Catania raggiunge i 500 contagiati dal Coronavirus. I dati della Protezione civile di oggi, 3 aprile 2020, segnano ancora un leggero incremento rispetto a ieri quando i contagiati erano 486 (+14). I ricoverati sono passati da 154 di ieri ai 174 di oggi (+20). Invariato il numero dei guariti, 21. Da 37 a 38 i morti (+1). Questa, invece, la divisione degli attuali positivi nelle altre province: Agrigento, 97 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 73 (20, 4, 6); Enna, 245 (139, 1, 11); Messina, 300 (128, 14, 23); Palermo, 255 (76, 24, 11); Ragusa, 40 (7, 3, 3); Siracusa, 76 (40, 24, 6); Trapani, 78 (24, 1, 2). La provincia di Catania continua ad essere, quindi, la provincia più colpita in Sicilia dove oggi si registrano 1.859 casi positivi (+68 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.664 persone (+58). Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 18.686. 

L'appello del sindaco di Catania ai cittadini

Coronavirus, Pogliese: "Ultimo sforzo: rispettiamo le prescrizioni" | Video

"Cari concittadini, ora più che mai si deve rimanere a casa. Si può uscire solo per motivate ragioni di salute, lavoro o necessità. Fermiamo il virus restando a casa. Fatelo per voi stessi e per i vostri familiari". E' il messaggio del sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ai catanesi che sarà diffuso con un altoparlante da auto della Protezione civile comunale. "Stiamo per entrare nell'ultimo periodo determinante di questa drammatica esperienza che abbiamo vissuto - afferma Pogliese - ma grazie a Dio al momento in Sicilia, non si è verificato quello che molti temevano, cioè la crescita di contagiati esponenziale, coerentemente con quello che purtroppo è accaduto in Lombardia, in Piemonte, in Emilia e in Veneto. Proprio perché stiamo per concludere la nostra drammatica maratona, abbiamo percorso 42 chilometri mancano gli ultimi 195 metri, non possiamo certamente arrenderci adesso, non possiamo vanificare quello di buono che è stato fatto. Ecco perché - aggiunge il sindaco di Catania - vi chiedo l'ultima mano nel rispettare, in maniera rigida, tutto ciò che è inserito all'interno delle prescrizioni nazionali, regionali e locali. Dobbiamo farlo per noi stessi, lo dobbiamo fare per i nostri cari, lo dobbiamo fare per la nostra terra che saprà certamente rialzarsi dopo questa drammatica esperienza".

Come leggere i numeri

I numeri vanno letti e interpretati, se si vuole davvero capire come evolve, in positivo o in negativo, un'epidemia. E si rischia di incorrere in particolare in un equivoco, che va spiegato. Quali sono i numeri che vanno analizzati per capire "come sta andando"? Sono prevalentemente due: i decessi, che sono il dato purtroppo più attuale e più correlabile quindi all'andamento della curva epidemica giorno dopo giorno. E poi il numero di casi totali, perché come detto è solo quello che dà conto di aumenti o diminuzioni nei contagi. Ovviamente è molto importante per tutti anche il numero dei guariti, ma è un dato clinico, non epidemiologico: se ad esempio domani ci fossero 300 nuovi casi e guarissero tutti all'istante, facendo un'ipotesi estrema, pur essendo una splendida notizia non cambierebbe nulla sul piano della curva epidemiologica, che risulterebbe in salita di 300 casi.

Ecco perché il dato che più trae in inganno è quello degli "attualmente positivi". Molti fraintendendo lo considerano il numero dei nuovi contagiati del giorno, ma è evidente che non è così. Si tratta solo del "paniere" dei malati totali di Coronavirus a cui via via vengono sottratti i morti e i guariti. Dipende quindi non dal numero di persone che fisicamente il giorno prima sono state sottoposte a tampone e dichiarate positive, ma dagli altri due fattori, morti e guariti. Ed ecco perché si crea l'equivoco: se aumentano guariti e deceduti è inevitabile che calino gli "attualmente positivi", il che non vuol dire affatto che ci siano meno contagi oggi rispetto a ieri".

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