Coronavirus, la storia di Emanuele: "Costretto a stare in casa anche se guarito"

Per ottenere un certificato di guarigione è infatti necessario attendere parecchi giorni. Anche chi è guarito è costretto a stare in quarantena, aspettando nuove comunicazioni ufficiali

Emanuele Bambara, 36 anni, è uno dei tanti positivi al Coronavirus che, da un giorno all'altro, si è ritrovato alle prese con l'isolamento forzato e le farraginose tempistiche di notifica dei risultati delle analisi. E' rientrato a Catania da Monza alcuni mesi fa, dopo aver preso volontariamente un periodo di aspettativa dal lavoro per finire il suo percorso di studi. Un paio di settimane fa ha scoperto di essere stato contagiato ed ha scelto di isolarsi volontariamente ancor prima della notifica da parte dell'azienda sanitaria.

"Sono entrato in contatto con il virus - racconta - perché una mia carissima amica ha avuto la madre ricoverata al San Marco per emorragia cerebrale. Ho supportato la sua famiglia negli spostamenti, indossando i dispositivi di protezione ovunque, tranne che in auto. Quando ho saputo che il loro tampone era positivo, ho fatto di mia iniziativa l'esame in forma privata, pur non avendo sintomi nei primi giorni. Quando ho ricevuto il referto, che mi avvisava di essere stato a mia volta contagiato, ho avuto la conferma anche dal mio fisico che qualcosa non andava, accusando uno stato generale di malessere simile all'influenza".

Nulla di grave, per fortuna, considerato che Emanuele non ha avuto neanche la febbre ed è stato in grado di far fronte autonomamente alle cure. Con il supporto dei propri familiari, che gli hanno assicurato il rifornimento di viveri presso una seconda casa in cui si trova anche adesso.  "Nel referto c'era scritto che lo stesso laboratorio avrebbe avvisato l'Asp, attivando così le procedure del caso. Sono quindi andato in auto-isolamento, temendo di poter infettare anche i miei parenti. E' così passata una settimana prima di essere contattato dall'azienda sanitaria provinciale. Nel frattempo, se non avessi preso le precauzioni del caso, avrei potuto mettere a rischio la salute di altre persone. Per fortuna i miei genitori hanno messo a mia disposizione una seconda abitazione, portandomi la spesa di tanto in tanto dietro la porta. Allo stato attuale sono riuscito, tramite mie conoscenze personali, a farmi arrivare i medici dell'Asp a casa lo scorso 10 novembre per effettuare un nuovo tampone, sia rapido che molecolare. I tempi di attesa sono ancora lunghi in quanto i campioni devono essere validati attraverso una procedura complessa con un iter non lineare. Sono riuscito a sapere che il risultato è negativo e dovrei essere dunque guarito". Per ottenere il certificato di guarigione passerà quindi un periodo di tempo ancora imprecisato. Nel frattempo Emanuele, come tanti nella sua situazione, sarà costretto a stare a casa pur essendo guarito, aspettando nuove comunicazioni ufficiali.

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