Coronavirus, la lettera di un insegnante: " Paese in quarantena, un'occasione per ripensare la didattica a Scuola"

A scrivere alla nostra redazione è Fabio Rao, insegnante specializzato su Sostegno in una scuola di Catania. E si chiede: "C'è del buono per la scuola, in questa emergenza sanitaria imposta e subita, con alunni e sistema formativo in quarantena?”

La Scuola a distanza. Un Paese in quarantena: un'Italia intera ridotta a “zona rossa”, o meglio “zona protetta” per usare un'espressione eufemistica. Spostamenti senza necessità, interdetti; scuole chiuse fino al 3 aprile - ma si vocifera anche chiusura prolungata fino al 15, dopo le vacanze pasquali -, per limitare il contagio da virus. Il “pianeta Scuola” ai tempi del Coronavirus; occasione per ripensare ad una didattica al passo coi tempi, più moderna e tecnologica, con lezioni e materiali virtuali accessibili da casa con un “click”, caricate dai docenti di ogni ordine e grado? C'è del buono, in questa emergenza sanitaria imposta e subita, per alunni e sistema formativo? Infine, le scuole in territorio etneo sono fin da sùbito pronte a recepire questa sfida inedita, che impone l'esistenza di un corpo-docente aggiornato e in grado di impiegare i moderni strumenti tecnologici della “didattica a distanza”? Se l'intera nazione si ferma, la scuola deve assumersi le proprie responsabilità istituzionali di “agenzia educativa” e non può, né deve “arrendersi”; le abitudini cambiate dall'oggi al domani, il decreto del Governo “Io resto a casa”, non possono non tener conto del sacrosanto diritto di tutela all'istruzione, “obbligatoria e gratuita” come sancita dalla nostra Costituzione.

Andiamo con ordine: sul prolungamento della sospensione delle attività didattiche, ossia scuole chiuse almeno fino al 3 aprile, si è espressa la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina in termini decisi ma abbastanza rassicuranti. “Già a partire dalle prossime ore forniremo a tutti informazioni più dettagliate - ha commentato ieri -, come abbiamo fatto in questi giorni. E' una misura dolorosa ma necessaria, che condivido. Mi impegno a stare ancora più vicino a studenti e personale scolastico. Andremo avanti affrontando insieme questa emergenza”. Già, in un'intervista riportata da un noto quotidiano nazionale, ha dichiarato d'essere pronta in vista degli esami di maturità, “ad un piano d'emergenza”, senza però ricorrere ad "un sei politico", ciononostante l'arretratezza generale della scuola del Belpaese, sul fronte dell'impiego delle nuove tecnologie didattiche, ed il fatto di stare “vivendo un momento di difficoltà”, il ministro fiduciosamente, ha detto di starlo “trasformando in un'opportunità con una spinta che viene dal basso, dalle scuole stesse, perché molte la didattica a distanza la facevano già”; infine: “questa situazione deve essere un'opportunità per fare avanzare l'innovazione didattica”.

Bene, ma sul fronte concreto di docenti e famiglie delle nostre realtà, di istituti scolastici che insistono e gravitano su quartieri periferici “deprivati” e ad alto rischio “dispersione”, dove gli alunni dell'obbligo formativo non vanno abbandonati a se stessi, basteranno maestre e prof motivati, ma a volte non sufficientemente attrezzati e formati sull'insegnamento a distanza, attraverso piattaforme e computer?

Intanto, servono indicazioni dall'alto - dai dirigenti scolastici, in prima battuta -, chiare e determinate, che vadano a mostrare la via da percorrere, in un contesto senza precedenti e su terreni inesplorati, per una didattica a distanza fatta di video-lezioni frontali e materiali on-line in forma di dispense scaricabili, accessibili facilmente da casa, anche semplicemente con l'ausilio di uno smartphone o un tablet.

Mai, come in questi casi, in momenti d'emergenza educativa, si profila come indispensabile la figura professionale dell'insegnante specializzato su Sostegno. Un insegnante, spesso a torto sottovalutato, che è “attrezzato” e già formato, proprio per modificare in corso d'opera metodologie e strategie didattiche calate sui bisogni di alunni con “speciale normalità”. Il prof di sostegno, risorsa strategica di una comunità scolastica, figura di mediatore fra colleghi docenti curricolari che insegnano la propria disciplina e alunni con necessità di una didattica individualizzata, "cucita" sullo specifico alunno - stessi obiettivi di apprendimento della programmazione di classe, ma percorsi diversificati e semplificati per raggiungere tali “mete” educative e formative individuali e collettive -, mediatore fra istituzione scolastica e famiglie, fra alunni certificati o con “bisogni educativi speciali” e strutture sanitarie quali la Neuropsichiatria infantile, fra assistenti sociali e centri di riabilitazione; insomma è “allenato” a mettere in campo processi “matacognitivi”, cioè controllo costante dei propri, e altrui, “approcci” di apprendimento, capacità di controllare e aggiustare il tiro e quindi di cambiare in corsa le strategie/metodologie didattiche più adatte ed efficaci, legate ai processi cognitivi di ciascun alunno.

Più in generale, può essere utile in questa sede, di nuovi scenari scolastici all'orizzonte, dettati dall'emergenza contagio da virus, trattare di una “scuola su misura” per una didattica a distanza. Scuola inclusiva, che raggiunga tutto l'intero gruppo-classe sparpagliato nelle proprie, rispettive, case d'abitazione. Tutti gli alunni della scuola del futuro infatti, normo-dotati e “disuguali”, per dirla con le parole del docente di “Pedagogia speciale” Luigi D'Alonzo della Cattolica di Milano, hanno pari diritto, come gli altri, a portare gli studi a compimento. Quindi, in questa fase “al buio” senza precedenti, di lezioni da casa (dell'insegnante) a casa (dell'alunno), nessuno dovrà restare indietro.

Quanto finora detto, è sulla scia del chiaro riferimento normativo nazionale, cioè il recente Decreto del presidente del consiglio (Dpcm), che raccoglie le richieste e istanze del ministero dell’Istruzione, inserendo la formula “che i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con particolare attenzione alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità”.

Un esempio virtuoso, fra i tanti presenti sul nostro territorio, che possa servire da “buona prassi” e da modello di insegnamento/apprendimento a distanza, è quello offerto dall'istituto comprensivo Montessori-Mascagni, di via Di Gregorio, diretto dal preside Angelo D'Agosta, nel quartiere San Leone di Catania. Scuola nella quale, chi scrive, insegna sostegno. 

Ebbene, in questa sede scolastica, si utilizza da giorni a beneficio degli alunni di scuola elementare e media, la piattaforma scelta che permette di “veicolare” videolezioni registrate, archivio di dispense da scaricare e stampare, che via via si arricchisce di nuovi contributi degli insegnanti curricolari delle diverse discipline. La “Google Classroom”, rivelatasi utile, è una piattaforma, come altre, che offre un servizio web gratuito sviluppato dal “colosso” statunitense dell'on-line, per le scuole e le università e che mira alla distribuzione di materiale didattico, così come all'assegnazione e alla valutazione di compiti, e infine permette la creazione di “classi scolastiche virtuali”.

Per quanto concerne invece, la raccolta, selezione ed adattamento, di lezioni cartacee scaricabili, video e risorse multimediali, che il web mette velocemente a disposizione per gli insegnanti in cerca di risorse on-line, una soluzione per tutte, adottata fra le altre, dal personale docente del “comprensivo” catanese Montessori-Mascagni, in mezzo ad una “giungla di offerte" fornite da case editrici o piattaforme prestigiose di grossi “portali del sapere” - Treccani scuola o Rai scuola, in primis, e tanto per fare degli esempi -, è il contenitore on-line di materiali scaricabili “didatticaadistanza” della Loescher editore. Ma è solo un esempio, fra moltitudini di risorse gratuite di Internet.

Infine, trattando dell'impiego utile e strategico dell'insegnante specializzato su sostegno, vale la pena soffermarsi su due specifiche attività, probabilmente indispensabili alla corretta funzione e funzionamento dell' “educazione ed inclusione a distanza”: la prima attività o servizio, messi in campo dal prof specializzato, in questo specifico contesto scolastico, sono rappresentati dall'inserimento in piattaforma, di materiali semplificati ed adattati, sia per chi fra gli alunni dovrà seguire la cosiddetta programmazione di classe - stessi argomenti, ma con sintesi, mappe concettuali, riduzioni di programmi e verifiche snellite -, sia per chi invece, necessita e necessiterà di soddisfare bisogni didattico-formativi diversificati - ossia programmazione con “strumenti compensativi e misure dispensative”, programmazione con obiettivi di apprendimento diversificati rispetto ai compagni di classe -; seconda funzione-attività prevista, è e sarà quella, di pensare a tutti gli alunni, quindi anche a coloro che sono sprovvisti a casa di un pc collegato in Rete, eventuali figli di stranieri, o chi non ha avuto ancòra modo di ottenere le credenziali d'accesso al portale elettronico: in questi casi, potrebbero essere gli stessi docenti di sostegno a mettere a disposizione, depositando il materiale cartaceo a scuola, la quale così possa fungere da “raccordo” fra insegnanti e famiglie - risorse didattiche quali dispense, fotocopie, libri semplificati con risorse Bes, chiavette Usb con videolezioni ecc. -, naturalmente il tutto, di concerto col dirigente scolastico, e comunque compatibilmente e tenendo conto del provvedimento di salvaguardia della salute pubblica, del governo nazionale, che vieta gli spostamenti “senza giusta causa”.

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