Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Matrimoni a numero chiuso, wedding planner siciliani in crisi

Luca Melilli e Franco Cannata, coppia di stimati allestitori di matrimoni in Sicilia e wedding planner internazionali, contro il Dpcm del Governo nazionale: “Questo è un ennesimo colpo al fianco di un settore già stroncato dal primo lockdown"

“I nostri telefoni squillano dalla notte del Dpcm: spose in ansia, catering preoccupati, location impotenti. Non sappiamo più cosa fare”. Ecco la fotografia della giornata vissuta ieri da Luca Melilli, Franco Cannata e da tutti i colleghi wedding planner dopo le ulteriori restrizioni anti Covid imposte dal Governo e in vigore sino al 13 novembre. “Stavamo cominciando a respirare un po' d'aria pulita dopo le preoccupazioni del lockdown nazionale. Il nostro comparto è fatto di programmazioni, non di last minute. Ed ecco che ci ripiomba addosso un nuovo macigno – spiega ancora Luca Melilli che, con Franco Cannata dirige Panta Rhei Wedding - Ovvio, non chiediamo che le restrizioni vengano allentate, tutti noi vogliamo contrastare la pandemia e siamo ligi alle regole, ma fissare a 30 il numero massimo di persone che possono partecipare a feste conseguenti cerimonie civili o religiose non ha alcun senso o valore scientifico-sanitario, ma rappresenta un vero e proprio lockdown per i matrimoni. Sarebbe stato più semplice se il governo ci avesse detto direttamente di chiudere le nostre aziende”.

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Franco e Luca in questi mesi hanno cercato di riorganizzare la loro impresa con grande fatica perché il grosso del lavoro di un wedding planner è quello di mettere in contatto gli sposi con la location, il catering, il truccatore, il fiorista, i musicisti, chi fa le bomboniere e altre figure ancora. In questi mesi hanno perso centinaia di migliaia di euro di caparre e si sono dovuti trasformare in psicologi per consolare spose e madri delle spose, facendole sentire sicure che il loro matrimonio si sarebbe prima o dopo svolto.

“Ma non è tutto - racconta ancora Luca – dopo aver riprogrammato tutti i matrimoni del 2020 nel 2021, a fine estate molte spose hanno deciso di ritornare sui loro passi e riprogrammare il matrimonio per l’autunno, visto che la situazione lo consentiva, quindi adesso ci troviamo con matrimoni che si devono svolgere a breve e sposi che non sanno cosa fare. Ovviamente questo si ripercuote negativamente su tutto il settore e l’indotto. Chiediamo di poter organizzare e svolgere i matrimoni, nella massima sicurezza e con le dovute precauzioni, magari considerando di caso in caso le dimensioni delle diverse location e non in maniera assoluta considerare un evento con 31 invitati, un matrimonio "fuori legge”. Noi siamo i primi a chiedere misure serie e forti per il contenimento della pandemia: abbiamo proposto ad esempio di aumentare da 1 a 2 metri il distanziamento interpersonale in occasione di Eventi, ma il Governo non ci ha ascoltato. I matrimoni sono stati programmati prima del varo del nuovo Dpcm, gli sposi sono già in Chiesa: che facciamo, li rimandiamo a casa quando si presentano con parenti e amici al ricevimento per festeggiare il giorno più bello della loro vita?”. “Il Dpcm ha imposto limiti rigorosi – conclude Melilli – ma non ha nemmeno accennato ad indennizzi per imprenditori e sposi”.

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