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Mancata riapertura, parrucchieri allo stremo: "Fateci lavorare"

La protesta di parrucchieri e titolari di saloni di bellezza che sono in disaccordo con le recenti disposizioni comunicate dal premier Conte

I parruchieri non ci stanno e dopo l'annuncio delle nuove disposizioni del governo fanno sentire la loro voce. Così il signor Vincenzo Maccarone, uno dei rappresentanti della categoria, ha inviato una nota alla stampa per manifestare il suo malcontento e quello dei colleghi etnei: "Noi, artigiani dell'acconciatura e del taglio, siamo esclusi dalla riapertura del 4 maggio e proviamo rabbia e assoluto dissenso dai provvedimenti adottati dal governo. Così saremo costretti alla chiusura".

I parrucchieri, infatti, dicono di essere pronti ad aprire da più di un mese "con tutte le dovute precauzioni: mascherine, distanziamento delle poltrone e sanificazione dell’ambiente".

"Non capisco il perché dobbiamo rimanere chiusi - conclude il signor Maccarone -, in Sicilia nelle ultime settimane i contagi sono drasticamente diminuiti così come i morti ed è aumentato il numero dei guariti. Molti parrucchieri portati alla stregua stanno pensando di lavorare a casa, il governo non capisce che così facendo i contagi aumenteranno nuovamente e insieme al numero di disoccupati e del lavoro in nero".

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