Coronavirus, dalla Regione via libera ai test sierologici: esami a pagamento anche per i privati

L'assessorato alla Salute ha firmato una circolare per consentire alla popolazione di sottoporsi ai test, con prezzi calmierati che si aggirano fra i 10 e i 30 euro. In caso di positività sarà comunque necessario fare il tampone

Al via anche nell'Isola ai test sierologici per il Coronavirus a pagamento (fra i 10 e i 30 euro) per la popolazione. L’assessorato regionale della Salute ha firmato un’ordinanza che autorizza i laboratori pubblici e privati accreditati e contrattualizzati, dotati di strumentazione adeguata, ad eseguire gli esami del sangue che possono rivelare se il soggetto è stato contagiato e se ha già sviluppato gli anticorpi. “L’intervento della Regione - spiega a PalermoToday la dottoressa Francesca Di Gaudio, responsabile del Centro regionale qualità dei laboratori - è stato fondamentale per calmierare i prezzi e stabilire una sorta di tariffa sociale”. La Sicilia, fino a ieri, era una delle regioni che mancava all'appello dopo l'avvio della della "fase due".

Test quantitativi per forze dell'ordine e sanitari

Nella circolare vengono indicate tre tipologie di test che si differenziano secondo alcuni sottili ma importanti aspetti. La categoria “A”, quella che permette una conta più accurata degli anticorpi IgG (che indicano se l’organismo ha già risposto positivamente  Covid-19) e IgM (che invece rivelano se l’infezione è in corso), viene riservata ad alcune categoria come il personale delle strutture satinarie, i medici di medicina generale, i pediatri, il personale dei presidi di continuità assistenziale, quello delle Unità speciali di continuità assistenziale e quello impegnato nella filiera dell’emergenza sanitaria (centrali operative 118 e operatori Seus). E in questi casi il costo dei test è a carico del sistema sanitario regionale.

Esami semiquantitativi e test rapidi su "card"

Le altre due categorie invece sono aperte anche ai cittadini che, pagando privatamente (con la possibilità dei prelievi a domicilio con 10 euro in più), potranno scoprire se sono rimasti contagiati. In questo caso i kit dovranno essere acquistati privatamente dai laboratori e non è previsto alcun rimborso dalla Regione. La tipologia “C” comprende i test rapidi qualitativi, cosiddeti su “card”, che non forniscono però un dato numero sul numero degli anticorpi. La tipologia “B” invece riguarda i test qualitativi/semiquantitativi in Elisa, una sigla che in italiano sta per “saggio immuno-assorbente legato ad un enzima”. L’esame del sangue permette parzialmente (a differenza della “C”) di fare la conta di IgG e IgM. “Non è stato possibile aprire alla possibilità dei test quantitativi - spiega ancora la dottoressa di Gaudio - a causa della difficoltà di reperire i kit, così come era accaduto in un primo momento, a livello mondiale, per i tamponi faringei. La tipologia B è un test da prelievo. Il sangue viene analizzato con la strumentazione da laboratorio e permette di avere una certezza del dato maggiore rispetto alla card. I risultati degli esami vengono inseriti in una banca dati centralizzata e nel caso di un positivo viene disposto il tampone. I dati vengono poi analizzati anche per chiarire come rispondono i vari kit in commercio”.

Controlli incrociati, qualità dei kit e aggiornamenti

Il settore in questione però è in continua evoluzione e l’analisi di questi dati permetterà alla Regione di studiare e attuare le prossime mosse. “A fine mese - conclude la responsabile del Crq - avremo dei dati importanti sulla popolazione, sull’esposizione al virus, sulla capacità dei laboratori e sulla funzionalità dei kit, così da decidere nelle prossime settimane quali kit acquistare. Da questo punto di vista la Sicilia rappresenta un modello a livello nazionale. Abbiamo un programma di verifica incrociata che prevede l’invio nei laboratori di alcuni campioni di cui conosciamo già i risultati, in maniera tale da valutare la risposta dei kit delle varie marche”.

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