Vertice su Coronavirus, Musumeci: "Non c'è motivo di essere allarmati"

Il governatore ha sottolineato che "non bisogna andare nei pronto soccorso ma chiamare i numeri del servizio preposto, per valutare meglio i sintomi e poi si procede di conseguenza, con la prova del tampone che può essere fatta nel policlinico di Catania e di Palermo"

"Non c'e' motivo di essere allarmati: la Regione e tutte le strutture preposte hanno fatto e stanno facendo cio' che e' possibile fare per mantenere alta l'attenzione. Abbiamo operato cinquanta tamponi negli ultimi giorni, per cittadini che potevano presentare qualche sintomo, e tutti hanno avuto esito negativo". Cosi ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a conclusione di un incontro operativo sul Coronavirus tenutosi a Catania, durante una conferenza stampa con l'assessore alla Salute, Ruggero Razza e il presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando.

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"Noi dal 27 gennaio - ha aggiunto Musumeci - abbiamo come Regione emanato una direttiva affinché ogni struttura sanitaria potesse muoversi secondo indicazioni precise. Le misure adottate sono di cautela e più che preoccuparsi, diciamo ai cittadini, occorrerebbe occuparsi, curando in modo particolare l'igiene personale, lavare le mani lasciandole sotto l'acqua per 20 secondi". Il governatore ha poi sottolineato che "non bisogna andare nei pronto soccorso ma chiamare i numeri del servizio preposto, per valutare meglio i sintomi e poi si procede di conseguenza, con la prova del tampone che può essere fatta nel policlinico di Catania e di Palermo. Se si dovesse accertare un caso di contagio è stato allertato l'ospedale militare di Palermo e di Messina". E' stato anche sottolineato che sono state sospese le "gite scolastiche da e per la Sicilia" mentre non sono state annullate "le manifestazioni pubbliche all'aperto".

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Controlli negli aeroporti

"I controlli aeroportuali non sempre appaiono adeguati: ieri ci sono stati 63 voli nei principali aeroporti della Sicilia, con l'arrivo di 9.620 passeggeri: per fortuna tutti i controlli sono risultati negativi, però oggi risulta che migliaia di altri cittadini italiani e stranieri siano arrivati in Sicilia senza un'accurata azione di controllo. E' giusto che la gente lo sappia e che lo sappia l'unità di crisi nazionale e domani porremo in quella sede la questione per ottenere garanzie anche su questo aspetto", ha dichiarato Musumeci. "Stiamo approntando un portale web dedicato agli studenti siciliani che rientrano dalle zone a rischio - ha continuato - in particolare per quelli che rientrano dalle aree 'gialle', visto che da quelle 'rosse' non dovrebbe essere già possibile partire. Chiunque arrivi in Sicilia avrà cura di informare le autorità sanitarie e rimarrà in quarantena, a casa propria, per 14 giorni”.

Scuole e manifestazioni pubbliche

"E' chiaro che le misure di sospensione delle manifestazioni pubbliche sono state adottate li' dove si sono verificati casi conclamati di contagio. Noi in Sicilia al momento non riteniamo vi siano i presupposti per dovere adottare questo provvedimento soprattutto per le manifestazioni all'esterno e neppure chiudere le scuole". "La chiusura delle scuole qui non si pone in questo momento perchè non suggerita da autorità nazionali". Lo stesso vale per le università. "Domani sarà uno dei temi che noi porteremo al tavolo del governo nazionale".

Controlli per i migranti in arrivo

 "Sugli sbarchi in questo momento si corre il rischio di essere estremisti, da una parte o dall'altra. Ora più che mai serve cautela. Se i migranti arrivano con una nave è meglio che i controlli avvengano a bordo"

La richiesta a Conte

"Domani rappresenteremo a Conte le nostre preoccupazioni legate soprattutto agli arrivi nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie perchè riteniamo che al di là dello sforzo che abbiano compiuto gli uomini dell Usmaf, non tutti i controlli siano stati effettuati in maniera particolarmente oculata". Lo ha evidenziato il presidente della Regione Nello Musumeci e anche l'assessore Razza ha ribadito la necessità di controlli più accurati.

Settore turistico in agitazione

Musumeci ha anche annunciato che le gite in arrivo in Sicilia sono state temporaneamente annunciate. Preoccupazioni in vista della bella stagione e dei tanti eventi sull'isola che calamitano migliaia di visitatori. Stato di calamità turistica e l'inserimento di strumenti ed azioni a sostegno economico per assistere gli operatori; istituire un tavolo di concertazione per operare scelte economiche attraverso una consultazione preventiva tra governo regionale e parti sociali anche sulle ulteriori iniziative da intraprendere per salvaguardare la salute dei siciliani e non far morire l'economia della nostra Isola; ed ancora, un incontro immediato per concertare le azioni da intraprendere in modo congiunto e coordinata e stabilire un'agenda di priorità che tenga conto anche delle istanze del mondo economico. E' quanto scrivono in una lettera inviata all'assessore regionale al Turismo Manlio Messina, i presidenti di Sicindustria, Confindustria Catania e Confindustria Siracusa, Casartigiani Sicilia, Cna, Confartigianato, Confcooperative, Lega Coop, Confesercenti. E' forte la preoccupazione legata all'escalation del 'Coronavirus' delle imprese turistiche. "Pur consapevoli che il decreto legge di due giorni fa è stato varato per prevenire e contrastare l'ulteriore diffusione del virus e pur consapevoli della gravità dell'attuale situazione di emergenza sanitaria - scrivono i presidenti - va segnalato si stanno determinando gravissime ripercussioni su interi comparti economici della Regione. La psicosi e la sindrome da contagio, alimentate anche da 'fake news', stanno producendo ricadute devastanti su gran parte dei sistemi turistici regionali. Il numero crescente di disdette di prenotazioni che in queste ore stanno denunciando moltissimi operatori, soprattutto sul turismo scolastico - sottolineano le organizzazioni di categoria, che temono problemi sul fronte occupazionale - significa il collasso della stagione turistica in Sicilia".

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