Corruzione e gare truccate, arrestati sindaco di Bronte e Francesco Russo Morosoli

Sono plurime le ipotesi di reato: turbata libertà degli incanti, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio per l’affidamento del servizio di trasposto a fini turistici sul versante Nord dell’Etna. Per Russo Morosoli anche ipotesi di estorsione ai danni di dipendenti di UltimaTv

Su delega di questa Procura della Repubblica, i Finanzieri del Comando Provinciale di Catania, nell’ambito di una vasta e complessa attività di indagine,hanno eseguito un’ordinanza emessa dal GIP di Catania con la quale venivadisposta l’applicazione degli arresti domiciliari nei confronti di: Francesco Barone, Dirigente dell’area tecnica del Comune di Linguaglossa, Francesco Augusto Russo Morosoli (cl. 1977) rappresentante legale della Russo Morosoli Invest s.p.a., Simone Lo Grasso (cl. 1972), e Salvatore Di Franco (cl.1960) entrambi dirigenti della Morosoli, per plurime ipotesi di reato di turbata libertà degli incanti (artt.353 c.p.), corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio (art.319 c.p.) correlati a gare pubbliche, indette per l’affidamento del servizio di trasposto a fini turistici sul versante Nord dell’Etna (pista rotabile di Piano Provenzana) negli anni 2016, 2017 e 2018 e per l’affidamento in concessione di un immobile di proprietà del Comune di Linguaglossa sito in località Monte Conca, avvenuto nell’anno 2018, nonché per il delitto di estorsione (art.629 c.p.) ai danni di dipendenti dell’emittente televisiva Ultima Tv e di sottrazione fraudolenta di beni al pagamento delle imposte (art. 11dlgs. 74/00) a carico del solo Francesco Russo Morosoli.

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Ai domiciliari anche Graziano Calanna, sindaco del Comune di Bronte, per il reato di istigazione alla corruzione (art. 322 c.p.), in relazione alla richiesta di utilità corruttive indebite per procedere all’affidamento ad un’impresa privata della gestione della manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica prodotta dall’acquedotto comunale di Bronte. Il provvedimento cautelare ha altresì disposto l’applicazione della misura interdittiva della sospensione dai pubblici uffici nei confronti di Orazio Di Stefano, funzionario dell’Ente Parco dell’Etna, per il delitto di corruzione connesso allarivelazione di segreti del proprio ufficio, e nei confronti di Alessandro Galante, appartenente alla Polizia di Stato, per concorso nel reato di turbata libertà degli incanti connesso all’immobile di Monte Conca.

Le attività investigative condotte dai Finanzieri della Compagnia di Riposto, caratterizzate dall’esecuzione di intercettazioni telefoniche, ambientali e video, pedinamenti e appostamenti nonché dall’analisi di copiosa documentazione acquisita presso gli enti locali coinvolti, hanno reso possibile far luce su una sistematica indebita interferenza nel regolare svolgimento delle procedure di gara ad evidenza pubblica gestite dal Comune di Linguaglossa negli anni 2016, 2017 e 2018 e di rapporti privilegiati tra il gruppo Russo Morosoli e il funzionario Francesco Barone nonché sulla promessa e/o dazione di utilità in favore dipubblici ufficiali, il Barone appunto e Orazio Distefano, nel quadro di un contesto caratterizzato da una gestione monopolistica del settore da oltre 20 anni delle escursioni nei versanti Nord e Sud dell’Etna da parte delle aziende riconducibili al Russo Morosoli, STAR Srl e Funivia dell’Etna S.p.a. (oggi Russo Morosoli Invest S.p.a.).

Nel corso delle indagini, è altresì emerso, come già accennato, che il sindaco di Bronte, Graziano Calanna, chiedeva ad un’azienda interessata all’affidamento della gestione della manutenzione e sfruttamento dell’energia elettrica prodotta dall’acquedotto comunale di Bronte di prevedere nel piano dei pagamenti di spesa da far approvare al Comune un aumento del valore di 20.000 euro del costo del collaudo, al fine di ottenere illecitamente per sé la predetta somma. Tale disegno criminoso non si concretizzava in una dazione di utilità corruttiva in quanto l’imprenditore contattato non dava seguito alla richiesta indebita. Sempre grazie alle attività tecniche emergeva che la società Russo Morosoli Invest spa, al fine di evitare il pignoramento di somme dovute per debiti tributari pregressi e già accertati dall’Amministrazione Finanziaria, ha compiuto operazioni distrattive di liquidità per un importo di 690.000 euro, così realizzando la condotta di sottrazione fraudolenta al pagamento dell’imposte previsto dall’art. 11D.Lgs. 74/2000.

Il Giudice per le Indagini preliminari, in relazione a tale ultima fattispecie, su richiesta di questo Ufficio ha altresì disposto con l’odierno provvedimento cautelare, nei confronti della Russo Morosoli spa  e del legale rappresentante Francesco Augusto Russo Morosoli, il sequestro preventivo in via diretta e per equivalente di beni e valori per euro 690.000 nonché il sequestro delle azioni della società, al fine di impedire la reiterazione dei reati ravvisati, con contestuale nomina di un amministratore giudiziario. E’ in corso l’esecuzione del sequestro e di perquisizioni domiciliari nei confronti di 18 persone indagate, finalizzate all’accertamento di ulteriori episodi illeciti emersi nel corso delle indagini, le cui posizioni sono attualmente al vaglio della Procura della Repubblica.

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