Corso Italia vittima di rapine: ecco i negozi colpiti sfondando le vetrine

Veri e propri sfondamenti delle vetrine dei negozi, con auto ariete. E, ad essere colpiti nelle ore notturne, sono i negozi più prestigiosi della città: Riccioli&Riccioli, Ragazzini Generali, I Vadalà, Trussardi, Uccellatore

Zona poco illuminata. Telecamere che non funzionano, scippi e sfondamenti di vetrine nelle ore notturne. La situazione non riguarda uno dei quartieri  “degradati” di Catania. La zona in questione è proprio quella del Corso Italia, della quale si parlava come gli “Champs élysées” del capoluogo etneo. Eppure quello che sta succedendo negli ultimi tempi non sembra rassicurare i commercianti in primo luogo e i residenti, in secondo.

Le notizie di cronaca parlano di veri e propri sfondamenti delle vetrine dei negozi, con auto ariete. E, ad essere colpiti nelle ore notturne, sono i negozi più prestigiosi della città. Il fenomeno non è isolato e molti commercianti della zona, hanno subito gravi danni.

Tra i negozi al centro del mirino, Riccioli&Riccioli, Ragazzini Generali, I Vadalà, Trussardi, Uccellatore.

E proprio il signor Enzo Uccellatore, titolare dell’omonimo negozio "Federico Uccellatore" ci spiega qual è stata la dinamica della rapina alla sua attività commerciale: nella notte di venerdì con una macchina hanno sfondato una vetrina, distruggendo manichini, l’impianto dell’allarme e sottraendo parecchia merce. “Un vicino della zona ha chiamato la polizia la quale ha riferito che la competenza, per quella notte, era dei carabinieri. E i carabinieri sono arrivati subito dopo il metronotte”, dichiara il titolare. Successivamente, a carico del commerciante, le spese onerose. ”Ho dovuto chiamare il fabbro, l'elettricista e ricomprare un vetro che costa 4000 euro. A spese nostre come commercianti abbiamo fatto mettere i paletti e la vigilanza del metronotte, ma riscontriamo una scarsa attenzione da parte del Comune”.

Peggiore la situazione per “I Vadalà” di via Giacomo Leopardi, dato che come ci ha riferito la signora La Rocca Francesca, impiegata del negozio, dopo un primo episodio  - stessa dinamica, stesso danno: merce mista costosa arraffata in pochi minuti - ne è seguito, due notti successive, un altro, nonostante le spese di riparazione affrontate dai proprietari. “Non ci sono pattuglie di notte, dovrebbero esserci più ronde, dato che la zona è poco controllata e frequentata a quell’ora. Si tratta, peraltro, di una situazione diffusa, visto che capita in periodi precisi, cioè da ottobre a prima di Natale”, conclude la signora La Rocca.

E anche chi non ha subito questi scassi si pronuncia, come il sig. Alberto Riccioli, di "Riccioli Uomo". Siamo terrorizzati, la zona è a rischio e, quanto accade, crea dei danni notevoli. In più alle aziende costa tantissimo assicurare la merce. Servirebbe che noi commercianti protestassimo contro la mancata protezione della zona nelle ore notturne. Io e altri commercianti di questo marciapiede abbiamo deciso di blindarci con paletti che abbiamo fatto mettere a spese nostre e, quindi, straordinarie“, precisa il sig. Riccioli.

La situazione non cambia nemmeno al “centro” poiché episodi del genere si sono verificati allo stesso modo anche nel noto negozio “Trussardi” di via Etnea. Non si tratta insomma dei quartieri di una volta, nei quali si poteva semplicemente passeggiare e guardare le vetrine. Viene data importanza prioritaria alle strisce blu- lamentano commercianti e residenti- anche se poi la notte “chi s’è visto, s’è visto”.

 

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