Dopo il rimprovero della Corte dei Conti, il Comune risponde con una nota

In riferimento alle note della Corte dei Conti inviate al Comune di Catania, l'assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi e il ragioniere generale Giorgio Santonocito hanno diffuso la seguente nota di chiarimento

In riferimento alle note della Corte dei Conti inviate al Comune di Catania, l'assessore al Bilancio Roberto Bonaccorsi e il ragioniere generale Giorgio Santonocito hanno diffuso la seguente nota di chiarimento.

Questa Amministrazione ha fatto del "supporto" della Corte un elemento di forza della propria gestione, richiedendo addirittura pareri preventivi alla stessa prima di avviare operazioni complesse, quali p.es. la ristrutturazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti e muovendosi sempre nell'alveo e nei limiti indicati da detta attività di controllo.

Le note cui si riferisce sono due, la prima chiede un aggiornamento dei dati finanziari delle società partecipate, alla luce dei bilanci delle stesse chiusi al 30 Aprile (ed in caso di bilanci consolidati, p.es. quelli del Gruppo Asec, al 30 Giugno del 2012), oltre a chiedere gli atti della trasformazione dell'Azienda Municipale Trasporti in Società per Azioni: operazione recentemente conclusa dall'Amministrazione dopo decenni di attesa.

In ordine al Bilancio dell'esercizio 2010, approvato dal Comune nel 2011, la Corte chiede chiarimenti in ordine ad alcune discrasie rilevate, non già nel Bilancio stesso, ma bensì nel documento trasmesso dai Revisori dei Conti (il questionario che il Collegio dei Revisori ha trasmesso nel Novembre 2011): il questionario è un complesso documento di sintesi nel quale i Revisori riportano alcuni dati finanziari del Bilancio stesso.

Una attività routinaria, dunque, cui questa Amministrazione, dall'insediamento, si è già trovata a rispondere ben sette volte, (in occasione dei Bilanci di previsione 2008, 2009, 2010 e dei Rendiconti Finanziari 2007, 2008, 2009 e, oggi, 2010). D'altra parte non può sottacersi come la Corte rilevi alcune criticità ancora irrisolte alla data del Bilancio 2010, con particolare riferimento

1) agli ingenti residui attivi (crediti) e passivi (debiti) ancora in bilancio - ma rispetto ai quali non può non evidenziarsi come questa Amministrazione abbia eliminato dal Bilancio oltre € 419,5 milioni di residui attivi, pari al 11% del totale, ed € 282.5 milioni di residui passivi, in linea con le indicazioni della Corte, Valori, ad evidenza ben superiori alla media nazionale che è del 6% per i residui attivi e del 6.20% sui residui passivi

2) agli ingenti debiti fuori bilancio ereditati dalle precedenti amministrazioni - ed anche qui non può non evidenziarsi come questa Amministrazione abbia censito al momento dell'insediamento debiti fuori bilancio per oltre 62 milioni di euro poi diventati ben 91, tutti relativi alle amministrazioni precedenti, non essendosi aggiunto un solo Debito fuori Bilancio nel periodo di gestione di questa Amministrazione, ed a tutti abbia fatto fronte finanziandoli ed, in parte (per oltre la metà), pagandoli mentre per quelli non ancora pagati sono in corso piani di rateizzazione con i creditori.

3) alla difficile situazione di cassa, rispetto alla quale, si sottolinea, l'Amministrazione ha trovato al momento dell'insediamento un indebitamento di oltre € 1 miliardo ed un anticipazione di Tesoreria (il prestito che la Banca Tesoriere concede all'Ente entro i limiti di legge), già interamente utilizzata: a tal proposito se è vero che la situazione sia sensibilmente migliorata col Trasferimento Straordinario di € 140 milioni, del 2008, si deve anche tenere conto che nel corso del triennio in corso l'Ente ha subito una decurtazione dei Trasferimenti Nazionali di oltre € 125 milioni, che si traduce in una immediata riduzione delle disponibilità di cassa: detta riduzione in base alla Manovra Monti sarà compensata con i tributi dell'Ente, in primo luogo l'IMU e con la lotta all'evasione che ha portato nel triennio appena trascorso a lusinghieri risultati con oltre € 124 milioni di evasione accertata e con un incasso di quasi il 60 per cento.

In sintesi è di tutta evidenza come le misure compensative ai tagli nei trasferimenti statali e regionali (ulteriori € 4 milioni di tagli solo nel 2010/2011) non consentano un recupero immediato del deficit di cassa creato dalla riduzione dei trasferimenti ed aggravino la situazione finanziaria di un Ente che, come sopra detto, ha dovuto fronteggiare un enorme indebitamento passato.

Il Ragioniere Generale L 'Assessore al Bilancio
Dott. Giorgio Santonocito Dott. Roberto Bonaccorsi

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