Renzi in città, scontri tra "incappucciati" e polizia: ecco cosa è andato storto

Il corteo è stato pacifico e pacifiche erano le persone che lo componevano ad eccezione di una ventina al massimo di esponenti che durante la sfilata di protesta hanno indossato i caschi e hanno anche acquistato birre in bottiglie di vetro

Se non fosse stato per l'epilogo violento della manifestazione di ieri contro il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, oggi avremmo scritto di un successo di partecipazione. Invece questo passerà in secondo piano. Il corteo è partito in ritardo rispetto all'orario previsto perché i manifestanti aspettavano un pullman da Palermo. Quando è arrivato il bus con altri attivisti del centro sociale “Anomalia”, il corteo è partito. Diversi operatori della stampa hanno filmato i ragazzi che scendevano dall'autobus e molti di questi non volevano essere ripresi insultando i giornalisti.

GLI SCONTRI CON LA POLIZIA

A differenza di quello che accadeva all'ingresso della Villa Bellini, nessuno zaino e nessuna persona sono state controllate all'inizio del corteo. Qualche ora più tardi anche da quegli zaini e non solo, sarebbero usciti caschi e rudimentali sacchi per incappucciarsi.

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Il corteo è stato pacifico e pacifiche erano le persone che lo componevano ad eccezione di una ventina al massimo di esponenti che durante la sfilata di protesta hanno anche acquistato birre in bottiglie di vetro.

Mezz'ora più tardi, durante lo scontro con le forze dell'ordine, infatti, anche sono state lanciate anche bottiglie di vetro. Lo scontro era preventivato, a testimoniare questo il fatto che lo striscione di testa non era di carta o di stoffa ma di un materiale più resistente per fare scudo.

Il corteo ha anche ritardato la sua partenza perché questo striscione scudo doveva necessariamente essere davanti e non tutti erano d'accordo. Quando la testa del corteo è arrivata al civico 8 di via Umberto, zona limite concordata tra organizzatori e forze dell'ordine, il Presidente Renzi era già andato via.

A quel punto dei fumogeni sono stati accesi per permettere a quella ventina di violenti di travisare il loro volto, prendere i caschi, gli ombrelli, petardi e bottiglie di vetro. Poi il delirio durato un minuto circa e l'esplosione di un petardo.

Tra la folla che era dietro con il fumo e le sirene si è sparso il panico, la paura. Panico che non è stato creato dalle forze dell'ordine ma da quei 20 violenti.

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