Studenti in corteo contro Jobs Act e tagli alla scuola pubblica

Un compattissimo corteo di studenti delle scuole superiori catanesi ha sfilato questa mattina in via Etnea nell'ambito della protesta nazionale contro il Jobs Act ed i tagli all'istruzione, sventolando lo striscione "12 marzo. Una generazione che non si arrende"

Un compattissimo corteo di studenti delle scuole superiori catanesi ha sfilato questa mattina in via Etnea nell'ambito della protesta nazionale contro il Jobs Act ed i tagli all'istruzione, sventolando lo striscione "12 marzo. Una generazione che non si arrende".

 

A organizzare la protesta, l'Unione degli studenti, che contesta la riforma e sostiene la legge di iniziativa popolare e le proposte dell'Altrascuola.

"Il Governo di Matteo Renzi - si legge nella nota dell'Uds Catania - sta per varare una riforma complessiva del sistema d'istruzione italiano, denominata (pensate un po'!) "La Buona Scuola". Ma in realtà si tratta di un inganno. La Scuola prevista dalla Riforma del Governo non ha nulla di buono: peggiora quello che c'è già, ricalcando il pericoloso progetto del DDL Aprea, che le grandi manifestazioni studentesche di due anni fa avevano fermato. Cosa prevede la riforma del Governo? Scuole sempre più simili a vere e proprie aziende (con soggetti privati e imprese che potranno entrare fin nei Consigli di Istituto), maggiori poteri ai Presidi, semplificazione degli organi collegiali esistenti, meno democrazia, maggiore autoritarismo. Dietro l'assunzione dei precari (che si attendeva da anni) in realtà si nascondono ulteriori tagli, determinati dal dimezzamento dei fondi di istituto e dai nuovi scatti premiali per i docenti. Ci saranno prof di serie A e prof di serie B. E il diritto di tutti a ricevere una formazione di qualità? Perché il mio docente di matematica deve essere considerato di serie B e quello della classe accanto, invece, di serie A? Come si sceglierà chi è un docente bravo e chi non lo è?".

"In base alle simpatie di una commissione nominata dai Presidi - continua la nota - Si va verso una scuola autoritaria e poco democratica. Non ci vogliono educare a pensare, non vogliono farci guardare al mondo con spirito critico: vogliono che la scuola risponda alle logiche del mercato. Con un finto merito, valutato chissà come, vogliono in realtà portare avanti un progetto pericoloso. Sulla base dei risultati degli odiosi test a crocette INVALSI, inutili e pericolosi, si distribuiranno le risorse economiche agli istituti. Più soldi alle scuole che avranno risultati migliori, e meno alle scuole che al contrario avranno risultati sotto la media, anche se magari tali scuole operano in un territorio disagiato o "difficile". Nessuno terrà più conto delle situazioni di partenza, così diverse nel nostro Paese. Quello di Renzi non è merito".

"È classismo. E come se non bastasse, i privati potranno finanziare direttamente le scuole, ottenendo da queste benefici di varia natura. Vi immaginate una scuola tappezzata di manifesti della Coca-Cola e in cui si studia la storia della grande multinazionale statunitense? Bene, con "La Buona Scuola" di Renzi, un simile incubo potrebbe diventare realtà".

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