Vertice a Catania sul Coronavirus: chi ha sintomi non vada in ospedale

"Le raccomandazioni che abbiamo fatto già nelle scorse settimane - afferma l'assessore regionale Razza - rimangono immutate". Chi ha sintomi chiami il 112 oppure il numero verde 1500

Dopo il focolaio di coronavirus accertato in Lombardia si cerca di contenere i contagi. La raccomandazione delle autorità è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di pronto soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.

Vertice a Catania

Lassessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, ribadendo l'assoluta serenità della situazione in Sicilia, ha convocato una riunione dell'unità di crisi sul Coronavirus. Il vertice è in programma a Catania presso il Palazzo della Regione.
"Le raccomandazioni che abbiamo fatto già nelle scorse settimane - afferma Razza - che ricalcano le direttive contenute nelle linee guida del ministero della Salute, rimangono immutate. In caso di necessità è sempre opportuno contattare il medico di famiglia o i numeri dedicati: il 112 oppure il numero verde 1500 predisposto dal Ministero".

Quarantena per i possibili contagiati

Una ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute prescrive inoltre la quarantena a casa, "per chi rientra dalla Cina" ma anche per tutte le persone che abbiano avuto un "contatto" con i pazienti certificati positivi al coronavirus che provoca la Covid-19 e la "sorveglianza attiva" per tutte le persone che siano state nelle "aree a rischio" nelle ultime due settimane. Il provvedimento precisa che "per tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall'epidemia, l'autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all'adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva".

Nuovi casi di contagio

In presenza di condizioni ostative, l'ordinanza prevede "misure alternative di efficacia equivalente". Inoltre il provvedimento stabilisce l'obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree soggette a casi di coronavirus. Sono sei i nuovi casi confermati di coronavirus, grave un 38enne di Codogno e altri 5 ricoverati all'ospedale Sacco di Milano. A Roma all'ospedale Spallanzani restano tre i casi confermati: la coppia di turisti cinesi ed il giovane rientrato dalla Cina che era in quarantena alla Cecchignola. 

Diffusione mondiale

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha avvertito che la "finestra" per contenere l'epidemia di coronavirus si sta "restringendo". "Abbiamo invitato la comunità internazionale ad agire rapidamente - avverte Tedros Adhanom Ghebreyesus da Ginevra - ma non è quello che stiamo vedendo". Particolarmente grave la situazione in Iran dove il nuovo coronavirus si è diffuso da Qom, nel sud dell'Iran, a numerose altre città tra cui la capitale Teheran. "C'è la possibilità che esista in tutte le città nel Paese - ha detto ha detto Minnou Mohraz, membro della Commissione nazionale per le Malattie infettive - Il 'paziente zero' della diffusione del coronavirus in Iran potrebbe essere un lavoratore cinese attivo a Qom e che aveva viaggiato in Cina. E' chiaro che il nuovo coronavirus si è diffuso nel Paese e probabilmente la fonte di questa malattia sono stati lavoratori cinesi impiegati nella città di Qom e che hanno viaggiato in Cina".

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