Covid e mafie in agguato, l'esecutivo Uil: "Ripartire in sicurezza e legalità"

Riunione in videoconferenza dei vertici della sigla sindacale: "In questa emergenza la criminalità è pronta a banchettare e brindare sulle sofferenze dei cittadini"

“La gente oggi guarda a noi, a fronte di una politica estremamente distratta. Abbiamo il dovere di metterci alla testa di quanti ricominciano a discutere con chi ha buona volontà, con chi ha voglia di lavorare seriamente e non pensa solo alle poltrone o agli affari suoi. Questa crisi sta cambiando le cose: può essere un problema drammatico, ma può essere pure un'occasione di cambiare in meglio”. Così Claudio Barone, segretario della Uil Sicilia, ha chiuso il suo intervento all’Esecutivo dell’organizzazione sindacale catanese, convocato in videoconferenza dalla segretaria Enza Meli. Alla riunione hanno partecipato anche Armando Algozzino, Alfio Avellino, Salvo Bonaventura, Jeanine Bongiovanni, Giuseppe Caramanna, Giovanni Casa, Maria Pia Castiglione, Francesco De Martino, Nino Lombardo, Alfredo Lo Presti, Nino Marino, Giancarlo Mattone, Salvo Mavica, Salvo Orlando, Nino Potenza, Angelo Oliveri, Stefano Passarello, Roberto Prestigiacomo, Serena Vitale. Nella sua relazione Enza Meli ha parlato di “Uil, la casa di tutti”. Quindi, dopo avere sottolineato come dai balconi della sede di via Sangiuliano sventolino da alcuni giorni le bandiere di tutte le sigle di categoria del “Sindacato dei Cittadini”, ha annunciato la “costruzione di un documento collettivo sulla ripartenza in sicurezza e legalità nella nostra provincia”. La segretaria generale ha, tra l’altro, affermato: “Nessun settore può essere dimenticato se vogliamo che nessun catanese resti indietro, resti solo. Con tutte le nostre organizzazioni di categoria vogliamo dare ascolto e voce al bisogno collettivo di ricostruzione e rinascita che ci viene manifestato da lavoratori e pensionati, famiglie e cittadini”. Enza Meli, prima di soffermarsi “sulle specifiche criticità del territorio e sulle nostre proposte concrete di intervento”, ha anche dichiarato: “Sulla cosiddetta fase 2 pendono ben due spade di Damocle che sono il rischio-sicurezza, perché il Covid è sempre in agguato, e l’allarme criminalità”. “A proposito di sicurezza – ha detto Enza Meli – questi mesi di pandemia hanno impartito una durissima lezione sulla necessità di dare un taglio ai …. tagli nella Sanità. Si risparmia sugli sprechi e non sulla vita di medici, infermieri, cittadini!”. Non è solo il Coronavirus a farsi minaccioso, ma anche la criminalità organizzata. La segretaria della Uil etnea ha concluso: “In questa emergenza, come in tutte le altre che si sono susseguite nella storia di Catania, della Sicilia e del Paese, le mafie sono pronte a banchettare e brindare sulle sofferenze dei cittadini. Ecco perché non può esservi ripartenza vera senza legalità vera”.

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