Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca

Sicilia, rischio zona gialla nel cuore della stagione turistica

I dati sono sotto la lente d'ingrandimento del Ministero, soprattutto la soglia dell'incidenza nelle zone di vacanza. Rischia grosso la nostra Regione (forse già dal 16 agosto), insieme a Sardegna e Calabria

A partire dal 16 agosto, appena un giorno dopo Ferragosto, o comunque entro pochi giorni, torna la zona gialla? E' uno scenario possibile per Sicilia, Sardegna e Calabria, con la prima delle tre a rischiare di gran lunga più di tutte. Il "declassamento" nelle prossime settimane diventa un'ipotesi abbastanza realistica se la variante Delta continuerà a diffondersi, come pare inevitabile. Non è ancora chiaro se la piccola stretta (perché tra zona gialla e bianca non ci sono particolari differenze nelle restrizioni, nella vita di tutti giorni) potrebbe arrivare già tra 72 ore in qualche territorio. Si attendono nelle prossime ore chiarimenti e aggiornamenti dal Ministero della Salute e dall'Iss, al lavoro per l'abituale monitoraggio settimanale.

Salgono a 5.636 i contagi nelle ultime 24 ore, rispetto ai 4.200 del precedente rilevamento. Sono 31 le vittime (contro 22) e 241.766 i tamponi molecolari e antigenici. Cala il tasso di positività, al 2,33% dal 4%. Stabili a 322 i ricoveri in terapia intensiva. "Il 90% dei pazienti in terapia intensiva non è vaccinato" dice Giovanni Migliore della Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere. In 7 regioni aumentano i ricoveri: Abruzzo (4%), Campania (7%), Emilia Romagna (5%), Lazio (7%), Molise (2%), Puglia (4%) e Sicilia al 14%.

Le regioni che rischiano la zona gialla

Le nuove norme per il cambio di colore e di zona decise dal governo Draghi il mese scorso sono chiare e non interpretabili diversamente. Prevedono che si passi dalla zona bianca, dove non ci sono praticamente restrizioni, in zona gialla in base a tre parametri: un’incidenza superiore a 50 casi settimanali per centomila abitanti, le terapie intensive Covid occupate al 10% e i reparti ordinari Covid occupati al 15%. Una regione può, in pratica, passare dalla zona bianca a quella gialla quando c'è un’incidenza settimanale dei contagi di coronavirus pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti, a cui devono affiancarsi però anche entrambe queste due condizioni: un’occupazione dei posti letto in ospedale per pazienti ricoverati per la Covid-19 superiore al 15% e un’occupazione del 10% dei posti in terapia intensiva.

Sono tre le regioni con almeno uno di questi parametri già oltre la soglia critica e gli altri in crescita.

In Sicilia, ad esempio, il tasso di occupazione di posti letto nei reparti ordinari ha raggiunto il 14%, ma è l'incidenza ancora sotto In Sardegna le terapie intensive hanno un tasso di occupazione all'11% e l'incidenza è la più alta d'Italia. In Calabria il tasso di occupazione dei posti letto in area medica che ha raggiunto l'11%.

A proposito di incidenza: la progressione del contagio ha fatto saltare in tante regioni la soglia dell’incidenza: la media italiana è di quasi 69 positivi su centomila abitanti, ma il valore è sopra 100, oltre che in Sicilia e Sardegna, anche in Toscana, ed è sopra 50 in altre undici regioni. Il cambio colore forse non sarà immediato, ovvero subito dopo Ferragosto: la Sicilia potrebbe raggiungere nell'arco di 10 giorni i requisiti per essere classificata come zona gialla, mentre la Sardegna potrebbe avviarsi a un esito analogo in 17 giorni. E' quel che indica l'analisi relativa all'andamento dei ricoveri nei reparti ordinari e nelle terapie intensive condotta dal matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le applicazioni del calcolo Mauro Picone del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr). Ma le cose potrebbero muoversi anche più in fretta.

Secondo l'assessore alla Salute Ruggero Razza per Sicilia la zona gialla è una prospettiva più che reale: "Dobbiamo entrare nell’ottica che da qui alla fine della stagione nell’Isola ci sarà un ulteriore rialzo di positivi, perché in giro per il territorio avremo almeno due milioni di persone in più tra turisti e lavoratori che rientrano per le ferie: il giallo, dunque, è solo questione di giorni, e non è un caso che le regioni che rischiano oggi di lasciare il bianco sono tutte a vocazione turistica".

I parametri che fanno scivolare in zona gialla

Con le nuove misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da Covid-19, l'esecutivo ha elaborato nuovi criteri per la "colorazione" delle regioni. L'incidenza dei contagi resta in vigore, ma non sarà più il criterio guida per la scelta delle colorazioni (bianca, gialla, arancione, rossa) che fanno scattare le restrizioni. Dall'entrata in vigore del decreto (venerdì 6 agosto 2021), i due parametri principali saranno:

  • il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19;
  • il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19.

Le regioni restano in zona bianca se: 

  • a. l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive;
  • b. qualora si verifichi un'incidenza superiore a 50 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona bianca se si verifica una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 15 per cento oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 10 per cento.

1. Da zona bianca a gialla: è necessario che si verifichino alcune condizioni perché una regione passi alla colorazione gialla:

  • a. l'incidenza settimanale dei contagi deve essere pari o superiore a 50 ogni 100.000 abitanti a condizione che il tasso di occupazione dei posti letto in area medica sia superiore al 15 per cento e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 sia superiore al 10 per cento;
  • b. qualora si verifichi un'incidenza pari o superiore a 150 casi per 100.000 abitanti, la regione resta in zona gialla (e non slitta in arancione) se si verificano una delle due condizioni successive: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 30 per cento; oppure il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva per pazienti affetti da Covid-19 è uguale o inferiore al 20 per cento.

Cosa cambia tra zona gialla e bianca

In zona gialla non è prevista la reintroduzione del coprifuoco, mentre ritorna l'obbligo di indossare mascherina anche all'aperto. Variano anche le regole per i ristoranti, che però non dovranno affatto chiudere: in zona bianca il limite di persone sedute allo stesso tavolo è di sei al chiuso, mentre all’aperto le tavolate sono libere; in zona gialla, invece, la soglia è di quattro persone, sia per i tavoli all’interno dei locali ma anche fuori. Non ci saranno, invece, limitazioni agli spostamenti all'interno della Regione o tra una Regione e l'altra. 

fonte Today.it

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