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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Rientro a scuola domani per gli studenti siciliani: la decisione dopo la task force convocata dal governo regionale

L'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla, ha spiegato che "non ci sono le condizioni giuridiche per sospendere ulteriormente le attività didattiche"

Rientro a scuola domani, giovedì 13 gennaio, per gli studenti siciliani. Lo ha deciso la task force regionale sulla scuola, convocata dall'assessore all'Istruzione Roberto Lagalla, che si è appena conclusa. Tra i presenti alcuni rappresentanti sindacali, oltre che l'Ufficio scolastico regionale.

Dopo le vacanze di Natale il rientro era stato fissato per il 10 gennaio ma la task force, alla luce dell'impennata di contagi da coronavirus, aveva fatto slittare il ritorno tra i banchi di tre giorni.

L'assessore regionale all'Istruzione, Roberto Lagalla, ha spiegato che "non ci sono le condizioni giuridiche per sospendere ulteriormente le attività didattiche". La sospensione delle lezioni in presenza è possibile solo in zona rossa, arancione e nei casi previsti dal decreto nazionale.

"Tornare a scuola già domani è un gravissimo errore. E' assurdo sperare di diventare zona arancione o rossa per tenere chiuse le scuole. Cio' vuol dire auspicare un incremento delle degenze in terapia intensiva". Lo dice il segretario della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, a margine della riunione. "Non lo diciamo solo noi che bisogna ritardare il ritorno a scuola - aggiunge - ma anche la comunità scientifica, nonchè autorevoli esperti come lo stesso consulente del Ministero della salute, il professor Ricciardi. E' giunto il momento che il governo nazionale - continua Rizza - si assuma le responsabilità che gli competono e faccia un mea culpa rispetto a tutto quello che non è stato fatto. Le promesse sui tamponi gratuiti e sulla fornitura di mascherine ffp2, tra l'altro solo in casi particolari, sappiamo con certezza che saranno difficilmente realizzabili".

"Il tracciamento e la fornitura dei presidi di protezione sono due condizioni fondamentali - osserva Gaetano Agliozzo, segretario della Fp Cgil Sicilia - per garantire il ritorno a scuola in sicurezza. Condizioni che sono state disattese". "Dal dibattito - dice Gabriella Messina della Cgil Sicilia - sono emerse le difficoltà e le criticità legate ad un andamento epidemiologico in itinere impone strategie e misure adeguate, nessuna esclusa, ed investimenti concreti da tempo invocati per garantire la scuola in sicurezza". Per Katia Perna della Flc Cgil Sicilia "continuano le difficolta' nel reperimento dei supplenti per la sostituzione del personale assente e nelle comunicazioni relative alla positivita' degli alunni".

"In Sicilia si torna nelle aule in una condizione drammatica"

"Il rientro nelle aule, deciso dalla Regione Sicilia, avviene in una condizione molto preoccupante. Preoccupante per l’onda di contagi che sta mettendo a dura prova il debole sistema sanitario regionale, preoccupante per la situazione delle scuole, che attendono  invano, ormai da oltre due, anni misure di sicurezza reali", ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale Scuola del PCI.

"Le inadempienze del ministero, della regione e di molti enti locali sono infatti clamorose: non si è potuto procedere allo sdoppiamento delle classi (misura essenziale) per carenza di organici e strutture e quindi parlare di distanziamento è solo una beffa. Anche sui trasporti non vi sono state misure e investimenti capaci di migliorare sensibilmente la situazione. Nulla soprattutto è stato fatto per rendere più efficace il rapporto tra sistema sanitario e sistema scolastico", prosegue Cangemi."Le lezioni riprendono quindi nel caos, il ministero offre solo retorica e confusione, la regione offre la propria inettitudine, ogni responsabilità viene scaricata sulle scuole. Un atteggiamento irresponsabile che può provocare danni molto pesanti. Dal mondo della scuola deve alzarsi una forte protesta e la richiesta di un cambio di rotta", ha concluso l'esponente del PCI.

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