Credito Emiliano, bancario in pausa caffè: licenziato per break di troppo

Un bancario, incurante della fila di quindici clienti in attesa, ha lasciato la cassa aperta per andare in pausa caffè. L'impiegato è stato messo alla porta dal Credito Emiliano di Catania

Esagerare con i caffè può creare problemi, non solo per l'eccessiva assunzione di caffè ma anche giuridicamente parlando. E' il caso di un cassiere di banca che, incurante della fila di quindici clienti in attesa, ha lasciato la cassa aperta per andare in pausa caffè.

Il bancario è stato messo alla porta dal Credito Emiliano di Catania: quel licenziamento è stato convalidato dalla sezione lavoro (sentenza 7819) della Corte di Cassazione, che ha confermato la decisione della Corte di Appello di Caltanissetta. I giudici precisano che la sanzione dell'espulsione non può riguardare di certo tutti i lavoratori che si concedono una pausa al bar. L'elemento discriminante riguarda il rallentamento rilevante del lavoro svolto.

Come hanno rilevato i giudici d'Appello dichiarando proporzionata la sanzione, "la concreta situazione avrebbe richiesto da parte del lavoratore maggiore sollecitudine". Ora la Cassazione, in ultima istanza, ha confermato la decisione della Corte nissena. Non è valso l'aver opposto che fosse una ''prassi'' aziendale che i dipendenti si allontanassero per un caffè ''senza apposito permesso''.

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