La crisi del Teatro Stabile, il presidente La Rosa: "L'obiettivo è salvarlo"

"La situazione del Teatro Stabile di Catania è molto grave", ed è dovuta "non a problemi finanziari, ma patrimoniali, commerciali e organizzativi", cioè "strutturali". Ad affermarlo è il presidente dell'Ente

"La situazione del Teatro Stabile di Catania è molto grave", ed è dovuta "non a problemi finanziari, ma patrimoniali, commerciali e organizzativi", cioè "strutturali". Ad affermarlo è il presidente dell'Ente, Salvatore La Rosa, intervenendo sull'attuale "crisi della struttura" che "impone a me, chiamato all'incarico dal 5 gennaio 2016, una attenta riflessione pubblica".

"Il primo pensiero lo rivolgo ai dipendenti del teatro - aggiunge il presidente - ed anche agli attori, alle maestranze, ai tecnici esterni. A tutti coloro i quali, cioè, stiano oggi soffrendo a causa di mancati pagamenti per stipendi non erogati e pagamenti non onorati. A loro e alle loro famiglie la mia vicinanza". Il presidente La Rosa sottolinea come "il pesante disavanzo,di circa 4 milioni di euro, emerso nel bilancio 2014, a seguito dell'adozione del criterio della "competenza" e non della "cassa", ha messo in evidenza gli effetti disastrosi di una gestione amministrativa che perdurava da anni e che non favoriva di certo l'emersione della vera situazione".

PIGNORATE LE POLTRONE DEL TEATRO STABILE

"Vedremo - osserva - non appena in possesso dei dati al 31 dicembre 2015, se l'emorragia si è arrestata oppure se il fiume delle perdite ha continuato ad ingrossarsi di anno in anno. In quest'ultimo caso, occorrerà valutare, con tutto il rigore necessario, le motivazioni. In ogni caso - rileva - è una zavorra pesantissima, rispetto alla quale è necessario sin da subito sottolineare che una sana gestione spende le risorse di cui dispone, non quelle di cui presume avere diritto o che ritiene giusto ricevere. Altro dato inquietante è la drastica riduzione degli incassi, derivante dal crollo degli abbonamenti, un'altra emorragia che ha dissanguato ulteriormente il teatro in maniera costante dal 2008 ad oggi; crescevano di contro dipendenti e spese di produzione, ma senza un reale incremento dell'attività. E mentre il mercato culturale si modificava e l'offerta si moltiplicava, il Teatro Stabile di Catania - sostiene La Rosa - è rimasto fermo alla concezione quasi monopolistica del passato, quando non occorreva una funzione commerciale basata su moderne tecniche di marketing e un sistema di pubbliche relazioni".

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"Oggi l'obiettivo è salvare il Teatro Stabile di Catania e su questo obiettivo io e il Consiglio di Amministrazione concentreremo il nostro massimo impegno - continua La Rosa - Certo, impegnarsi a salvare il Teatro - aggiunge - non può significare limitarsi ad una generica richiesta di contribuzione straordinaria da parte dell'Ente Pubblico a semplice "sanatoria" del disavanzo creatosi. Un eventuale intervento di risanamento patrimoniale - spiega il presidente del Teatro Stabile di Catania - va accompagnato ad una analisi approfondita delle motivazioni che lo hanno determinato e, conseguentemente, ad un piano di ristrutturazione aziendale redatto e predisposto con l'ausilio delle figure a ciò ufficialmente abilitate. E penso, in primo luogo, alle strutture di consulenze messe a disposizione dallo stesso ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo. Si impone peraltro - osserva La Rosa - una urgente e profonda rivisitazione delle norme statutarie per renderle aderenti ai principi di efficienza aziendale. Se tutti gli attori di questa vicenda, amministratori, soci, sindacati, si ritroveranno su questo obiettivo, nel rispetto naturalmente delle reciproche prerogative e funzioni, allora potremo riconsegnare una azienda snella, efficace, competitiva e ben organizzata. Un Ente Teatrale - conclude il presidente La Rosa - degno di una grande Città europea come Catania".

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