Cyberbullismo e rischi del web, la prevenzione comincia a scuola

A illustrare l'attività svolta dalla polizia sul fronte dell'educazione alla legalità e alla sensibilizzazione di studenti, genitori e insegnanti sono stati il dirigente della polizia postale Marcello La Bella e la dottoressa Manuela Recca della Questura

La polizia da anni svolge una vasta ed intensa campagna d’informazione, nelle scuole di primo e secondo grado, finalizzata ad educare i giovani alla legalità e, in epoca più recente, a prevenire i fenomeni legati ai rischi del web, divendo di fatto un supporto alle agenzie educative per ecellenza: la scuola e la famiglia. A illustrare l'attività svolta dalla polizia nell'ultimo anno scolastico e a lanciare le iniziative per quello appena iniziato sono stati il dirigente della polizia postale Marcello La Bella e la dottoressa Manuela Recca della Questura.

Cyberbullismo, diffamazione, stalking: sono diversi i reati che possono configurarsi utilizzando le piattaforme social e di messaggistica instantanea: "Secondo una ricerca recente sono circa un terzo i givani utenti che scelgono di attivare account falsi, oltre a quelli ufficiali - ha dichiarato Marcello La Bella - questo perché, secondo le loro risposte, gli dà la possibilità di conoscere gente rimanendo sostanzialmente nell'ombra". Solamente a Catania si sono registrati 49 casi denunciati di utilizzi impropri dei social o dei messaggi che sono stati oggetto d'indagine da parte della polizia postale: "Si passa dalla presunta diffamazione, all'ingiuria - ha specificato ancora La Bella - abbiamo registrato 2 casi che coinvolgono bambini inferiore di 9 anni, 11 casi tra ragazzini tra i 10 e i 13 anni e ben 36 casi tra adolescenti tra i 14 e i 17 anni. Durante gli incontri con i ragazzi, nelle scuole, con gli insegnati e i genitori cerchiamo di sensibilizzare all'utilizzo di questi strumenti ispirato da comportamenti legali. Da nostro punto di vista è importante che in primo luogo siano i genitori e gli insegnanti ad assistere agli incontri, poiché sono i primi che devono rendersi conto di alcuni segnali d'allarme".

"La polizia postale e delle comunicazioni di Catania è da tempo impegnata in attività educative - ha comemnatato la dottoressa Recca -  sia attraverso progetti nazionali quali 'Una Vita da Social', 'Cuoriconnessi' e 'Io e Te alla Pari nella vita e sul web' sia attraverso l’adesione alle iniziative di istituti scolastici, enti locali o associazioni come il progetto 'Sport e Legalità', a cura del CUS di Catania ed il progetto 'L’insostenibile Violenza dell’Essere Noi Siamo Futuro', a cura dell’ASP 3 – Ufficio Educazione alla Salute". Quest’anno con l’inaugurazione a L’Aquila dell’anno scolastico da parte del Presidente della Repubblica è stato anche dato inizio al tour del truck “Vita da Social”, in collaborazione con il Safer Internet Centre e il Miur, che il prossimo anno farà tappa a Catania e Messina.

"Impegno della polizia è rendere la rete sempre più sicura per evitare che il dilagante fenomeno del cyberbullismo e di tutte le varie forme di prevaricazione connesse ad un uso distorto della Rete - ha continuato La Bella - che possano costituire reali e costanti minacce soprattutto per i più piccoli. Lo sforzo è stato quello di formare ed informare studenti, genitori e docenti su diverse tematiche sensibili: violenza di genere, cyberbullismo, pedofilia on-line, sexting, cyber stalking, privacy e sugli altri rischi della Rete".

Nell’anno scolastico 2018/2019 sono stati realizzati, a cura di personale della Polizia Postale di Catania, oltre 170 incontri formativi ed educativi, presso gli Istituti di Istruzione Primaria e Secondaria sia di Primo che di Secondo grado che insistono nelle province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa: raggiungendo oltre 15.000 studenti, 4.300 insegnati e 1250 genitori per un totale di oltre 21.000 utenti. Vi è stato un sensibile incremento degli incontri rispetto all’anno scolastico precedente, in particolare del 24% (da 130 a 170 incontri) con un maggiore coinvolgimento dei docenti (da 2200 a 4300). L’impegno profuso è in linea con le direttive Ministeriali di formare i “formatori” e con il protocollo di intesa, tra il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Sicilia Orientale di Catania e l’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia, per l’erogazione dei contributi formativi in materia di legalità informatica ai Docenti ed agli Studenti della Regione Sicilia. "Ricordiamo - ha concluso La Bella -  che la polizia postale di Catania, unitamente a quella di Palermo, ha sottoscritto un protocollo con l’Ufficio regionale scolastico al fine di coordinare le attività negli istituti scolastici dellle province siciliane. In ogni caso, i dirigenti degli istituti potranno inviare una richiesta per organizzare un incontro con gli studenti anche direttamente all’indirizzo mail poltel.ct@poliziadistato.it".

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