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Cyberbullismo e scuola, La Bella: "La rete è veloce e richiede tempestività negli interventi"

E' proprio a scuola che il cyber-bullismo va contrastato senza esitazione, con immediata denuncia e senza esclusione di colpi. A spiegarlo a CataniaToday è Marcello La Bella, dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale”

Con una nota del Ministero dell’Istruzione n. 482 del 18 febbrao 2021 e le Linee di Orientamento per la prevenzione e il contrasto del Bullismo e Cyberbullismo rivolte alle istituzioni scolastiche di ogni grado, si punta l'attenzione sulla necessità di “prevenzione e contrasto dei fenomeni di bullismo e del cyberbullismo nella comunità scolastica, proprio al fine di intercettare e arginare comportamenti a rischio, temi particolarmente delicati se si considera il contesto reso ancora più complesso dall’emergenza pandemica e conseguenti condizioni di isolamento”. 

E' proprio a scuola, infatti, che il cyber-bullismo va contrastato senza esitazione, con immediata denuncia e senza esclusione di colpi. "La rete è 'veloce' e richiede tempestività negli interventi", spiega Marcello La Bella, dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni “Sicilia Orientale”, che copre le province di Catania, Messina, Siracusa e Ragusa.

La “mission” dei suoi reparti è anche quella di mettere in guardia gli alunni della Scuola dell'obbligo su tematiche quali il contrasto al bullismo virtuale, adescamenti sui Social, la pedopornografia...

“Esatto, è uno dei nostri compiti prioritari quello di sensibilizzare i minori sui rischi on-line - spiega La Bella - Abbiamo l’assoluta convinzione che, il modo migliore per un efficace contrasto dei crimini, sia la prevenzione e, certamente, essa deve partire dai più giovani. Per questo siamo quotidianamente impegnati in incontri con studenti, partendo dalla scuola primaria fino alle superiori; ma anche con insegnanti e genitori che spesso non hanno consapevolezza dei gravi rischi in cui possono incorrere i loro figli”.

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Ma in tempi di Covid, senza poter fare gli incontri in presenza nelle scuole del Catanese, come operate per prevenire e sensibilizzare gli alunni-naviganti di Internet?

“Ci siamo attrezzati. Tantissimi e quotidiani sono gli incontri con studenti e insegnanti da remoto, in videoconferenza, tramite apposite piattaforme on-line. Da diversi anni vi è stata e vi è una particolare attenzione dei vertici della Polizia di Stato verso questo settore. Il mio Ufficio, dispone di poliziotti particolarmente qualificati e specializzati e non vi è carenza di apparecchiature, considerato che vi sono investimenti dedicati da parte del Dipartimento della Pubblica sicurezza per l’aggiornamento e l’acquisto di strumenti sofisticati”.

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"Purtroppo, con la pandemia, si è registrato rispetto agli anni precedenti un forte aumento dei crimini commessi su internet. In particolare, nel 2020 rispetto al 2019, vi è stata una crescita nazionale dei reati in danno dei minori con un raddoppio delle vittime minori di 9 anni. Il nostro lavoro, in grande sinergia con le Procure Distrettuali e con quelle per i Minorenni, non ha conosciuto soste. Le nostre investigazioni vengono svolte anche con un'intensa attività sotto copertura on-line. Inoltre, è chiaro che le nostra attività, oltre a quella di avviare le indagini a seguito di denunce e segnalazioni, è rappresentata anche da un continuo monitoraggio di siti e servizi on-line sospetti, o che possano avere contenuti illeciti. Il 'deep web' è uno dei nostri 'campi d'azione'".

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Parliamo di “Tik-Tok”, degli “orchi” dietro l'angolo, con profili aperti dai minori sui propri smartphone: l'accesso all'applicazione, a quale età dovrebbe essere consentita ai nostri figli minori?

"La normativa italiana che deriva dal Regolamento sulla tutela dei dati personali - il GDPR - impone gli anni 14, per l'attivazione di account social o servizi di messagistica; ma le società che li gestiscono abbassano, talvolta, l'età a 13 anni, come nel caso di Tik-tok. Tuttavia, è frequente che, come si sa, purtroppo, i minori mentano al momento dell'iscrizione. A tal fine di recente sono aumentate le contromisure per verificare la reale età degli utenti da parte delle società che gestiscono i social".

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 Infine, qualche “consiglio per i naviganti” etnei e siciliani?

“Il consiglio per tutti i "naviganti' è quello di essere sempre consapevoli che la Rete non è un mondo virtuale, poiché le nostre azioni on-line hanno conseguenze pienamente reali: essere sempre attenti e rispettosi delle leggi anche quando si è connessi e… prima di ogni 'click' o un 'touch', usiamo la testa! Ad ogni buon fine, segnalare sempre anche on-line, tramite il nostro commissariato di Ps 'www.commissariatodips.it', eventuali illeciti. Per i minori, in più, ricordo che esiste l’app 'YouPol' con cui anche anonimamente si possono segnalare episodi di bullismo, droga o altri atti illeciti”.

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