Da via Bambino a via Purità: dal degrado alla creatività

Prima l'ex centro Experia ancora in attesa di restauro da parte della Regione. Di fronte un palazzo abbandonato da anni. Più avanti una strada che, grazie ad alcuni "murales", è stata ribattezzata galleria pubblica

Una traversa di Via Plebiscito. Piccola, stretta, con una scalinata che conduce nel cuore del quartiere Antico Corso. Si chiama Via Bambino. Qui, ogni giorno, transitano tantissime persone: anche bambini. Vicino, infatti, si trovano l’ospedale Santo Bambino e la facoltà di Lettere.

CENTRO EXPERIA DA UN LATO

Da un lato della strada troviamo l’ex centro Experia: dopo lo sgombero del 2009, oggi è una vera e propria discarica a cielo aperto. La Regione aveva promesso interventi immediati di restauro. La Soprintendenza di Catania una consegna all’Ersu, in modo da dedicare un ennesimo spazio del quartiere agli universitari. Ricordiamo anche l’ex chiesa della Purità: questa dovrebbe diventare un auditorium della facoltà di Giurisprudenza. Ma niente di tutto ciò è stato ancora fatto: si attende.

Resta soltanto un enorme buco nel muro, proprio in via Bambino. Questo permette di vedere l’interno dell’arena Experia, dove chiunque può entrarvi e uscire indisturbato. Si trovano persino siringhe e sporcizia. Tutto sotto gli occhi indiscreti dei passanti, che transitano quotidianamente.

EDIFICIO ABBANDONATO DALL'ALTRO

Dall'altro lato, di fronte all’ex centro popolare, un edificio ormai fatiscente, abbandonato e semidistrutto. Soltanto alcune protezioni in acciaio, ormai arrugginite dal tempo, mantengono stabili le pareti laterali. Il prospetto centrale, che si affaccia in Via Plebiscito, versa in condizioni altrettanto critiche. Stesso discorso per l’interno, come si intravede dalle finestre. Anche in questa parte della via, evidenti i segni del degrado e dell'abbandono. Tanti persino i rifiuti.

ECCO VIA PURITA'

Proseguendo poco più avanti, ecco una nuova stradina. Piccola anche questa, ma diversa. Particolare. Via Purità è stata ormai ribattezzata “galleria pubblica”. Perché? I tanti dipinti che riempiono i muri - raffiguranti miti, divinità e tradizioni popolari - l’hanno resa tale.

Grazie all’estro e alla creatività di alcuni residenti - che in passato hanno voluto lasciare la loro impronta - uno spazio dimenticato dalle istituzioni non ha perso tutto: ha mantenuto un minimo di dignità

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